Esercizio di stile di ubaldoriccobono
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Dalla stazione al castello ci volevano tre minuti. Una volta nella hall ti registravano in un battibaleno e poi ti destinavano alla suite. Sul letto c’era ad attenderti un bel costume da bagno e quindi potevi scendere subito in piscina e sdraiarti sul bordo a prendere il sole, con accanto bicchieri, ricolmi di limonata della casa, con il vetro appannato dal ghiaccio. Il conte aveva sfruttato al meglio tutto ciò che proveniva dalla tenuta e soprattutto dalla vicina limonaia.Gli impeccabili camerieri in alta e bianca uniforme passavano e ripassavano più e più volte a riempire i tavoli di enormi fette di torte di mele, mentre in lontananza un grammofono d’altri tempi suonava vecchi dischi, che struggevano l’anima. I miei pensieri vagabondi non m’impedirono però di considerare che avevo troppo poco tempo: invece di rintanarmi nella biblioteca fornita di molti libri, che avevo intravisto in fondo ad una sala all’arrivo, avrei noleggiato una bicicletta che mi avrebbe portato nel centro della deliziosa cittadina, di cui avevo ammirato da lontano le guglie della Cattedrale.
Eulalia e' in perenne movimento .
Sospesa tra il mondo degli uomini e quello delle creature ultraterrene, viaggia nel piano della natura e in quello del fantastico.
Tra lo spazio profondo e gli abissi dell'anima, danza nelle notti di luna calante, tenendo in mano la torcia perenne della passione e del destino, e sebbene una gelida coltre bianca copra la terra e i sogni, Eulalia, novella Ecate, procede a passo spedito, con sicurezza.
Eulalia e' viva.


Eulalia trova in casa un vecchio giornale. Sta per gettarlo, quando nota un trafiletto:


