Halloween: americani in cerca di paure sempre più estreme
Lun 29 Ott - Passare la serata mangiando insetti, rinchiusi in una bara con dei vermi o inseguiti da un serial killer con una motosega. In America gli eventi legati ad Halloween stanno diventando sempre più estremi, con la gente che vuole provare terrore in modo reale.
Gli organizzatori di eventi di Halloween negli Stati Uniti e in Canada stanno andando oltre le Jack-o'-lantern (così si chiamano le zucche intagliate), per soddisfare i nuovi "cacciatori di brividi", persone che dopo una dieta rigorosa a base di film sanguinosi, videogame violenti e reality pieni di azioni stunt, non si accontentano più di paure "modeste".
"C'è molta, molta domanda di irrealtà realistica", ha dichiarato Robert Passikoff, presidente e fondatore di Brand Keys, un'azienda di consulenza che si occupa di ricerche sulla fedeltà di marche e consumatori.
Nelle città del Nord America i fornitori di horror hanno organizzato case degli spiriti interattive dove le persone possono trovarsi faccia a faccia con i loro peggiori incubi mentre attori o mostri animati appaiono con vari effetti speciali.
Brad Bushman, professore di psicologia all'università del Michigan, ha detto che l'affermarsi dell'estremo riflette la progressiva insensibilità del consumatore alla violenza e al sangue.
"La gente ha bisogno di modi sempre maggiori per provare gli stessi effetti, e stanno diventando immuni agli effetti. E' come mangiare sale, più ne mangi più ne ha bisogno per sentire il sapore di salato".
E’ notte. Eulalia si guarda intorno: teste mozzate, macchie di sangue rappreso, fluidi corporei gialli e verdi. Dalla vetrina di un negozio di lusso fanno capolino bambole meccaniche sventrate da un uncino e bambini biondi uccisi con la motosega.
E’ tutto normale, almeno in apparenza: gatti incendiati corrono impazziti per la strada, tra i bidoni in fiamme, mentre gli anziani legati alla catena ringhiano, coperti di bava.
Modelle sfregiate con l’ acido sorridono per la foto di gruppo, accanto a broker ammanettati a valigette piene d’esplosivo.
Vermi lunghissimi escono dalle carni putrefatte dei senzatetto morti d’ inedia, mentre i corvi strappano le carni a un bambino nato morto.
Dai globi oculari di una casalinga indemoniata sbucano insetti neri; uno stormo di locuste soffoca due scolarette sadiche.
Un camionista pieno di ustioni fa a pugni con uno zombie, ma rimane impigliato nelle bende di una mummia molto arrabbiata, che gli spezza il collo ridendo.
Occhi cavati da crani ancora pulsanti galleggiano in una terrina: saranno il piatto forte della cena dei demoni, insieme ai cervelli di scimmia e d’ impiegato.
Un vampiro sospira, come Amleto, parlando con un teschio: si lamenta, perche’ al supermercato hanno ormai finito le cassiere, e la cosa piu’ appetitosa rimasta nei dintorni e’ un postino, su sui pero’ si sono gia’ avventati due cerberi, le cui sei teste litigano sulla spartizione dell’ intestino della vittima.
La tensione sta salendo: mostri e vittime sono insoddisfatti.
Aumenta la voglia di violenza: non c’e modo di placare gli animi, se non fornendo in pasto alla folla un nuovo mostro abbastanza potente da tener testa a tutti.
Eulalia non sa che fare: difficile immaginare qualcosa che possa soverchiare la potenza evocativa del Lucifero alto sei metri che svetta sul marciapiede spaccato dal terremoto.
Al momento, sembra intento a masticare i visceri di una partoriente, ma Eulalia sa che presto rialzera’ la testa, puntando gli occhi di brace sul mondo in decomposizione.
Eulalia prende dalla borsa un piccolo specchio dorato e si rimira: stranamente, la lebbra non ha intaccato la sua pelle rosea e le piaghe che affliggono politici e dirigenti l’hanno risparmiata.
Cala il silenzio: L’ angelo caduto ha finito lo spuntino e si volta, puntando verso Eulalia.
I morti viventi, i ragni e gli annegati dall’ espressione spiritata fanno altrettanto: poco dopo, una platea sterminata guarda in direzione di Eulalia, aspettando qualcosa di esplosivo.
Eulalia volta lo specchio, permettendo all’ umanita’ derelitta e ai mostri partoriti dall’inconscio collettivo di rimirare la propria immagine riflessa. Un grido di terrore s’alza, all’ unisono.
Uomini e demoni, vedendosi nudi nella propria miseria, sprofondano nel terreno, seppelliti dalla vergogna.
Eulalia lascia che un pipistrello gentile si appenda alla manica del suo abito; accarezza il gatto nero che fa le fusa e lo lascia andare a giocare coi topi e le mosche; poi, stanca di volare sui tetti, lascia la scopa e il cappello da strega, sale sulla zucca-carrozza trainata da sei unicorni e va incontro al nuovo giorno vestita da principessa.