giovedì, 30 aprile 2009

Eulalia e lo splendido giardino IX

Esercizio di stile di Bierreuno

http://angoloba.splinder.com/

La mia storia inizia in questo splendido giardino, precisamente sotto la quercia che vedi laggiù, di fianco alla bicicletta gialla di mio fratello.

Ho sempre sentito quella rovere come un albero speciale, mi piace molto leggere o rilassarmi nella luce filtrata dalle sue foglie.

Be', un giorno torno a casa da scuola, lo zaino è così pesante che decido di riposarmi un po' prima di andare a tavola. Salgo sulla scaletta del letto a castello e mi sdraio. Comincio a pensare un po' di cose, soprattutto a un problema bizzarro che la prof di matematica ci ha dato per casa. Parla di una torta di mele nella quale bisogna inserire un triangolo rettangolo formato con tre quadrati, uno su ciascun lato, tutti ottenuti con fette di mela. Comincio a immaginare che la torta sia un cerchio... No, pensarci adesso mi fa venir fame, decido quindi di occuparmi del problema nel pomeriggio, magari dopo essere stato in biblioteca.
Allora accendo la radio e cerco una stazione che trasmetta della buona musica.
Non mi soddisfa niente.
Perciò salto giù dal letto ed esco in giardino per raggiungere la mia quercia.
Arrivo e mi accorgo che mamma ha spostato lì vicino la sedia e il tavolino in ferro battuto. Sul tavolo ci sono alcune stampe di un sito web, il "Teatro della Limonaia", bicchieri e ghiaccio.
Torno in casa per andare a cercare qualche notizia sugli spettacoli di questo teatro. Accendo il pc. Mentre aspetto di collegarmi, noto il curioso accostamento dei profili di oggetti piuttosto diversi fra loro. Il monitor del computer è di fianco a un grammofono e vecchi dischi impilati, li ho sempre visti lì eppure non avevo mai fatto caso prima a questa specie di anacronismo.
Quel grammofono, in realtà, più che un vecchio oggetto, è sempre stato per me come un essere vivente, un animale direi. Forse è proprio per questo che spesso lo accarezzo quando sono in internet, nemmeno con il mio gatto faccio così!
Mi piace la cassa del grammofono, in un certo senso mi sembra rassicurante, mio nonno mi diceva che è in rovere.
Questo ricordo mi fa venir voglia di prendere il grammofono e un disco e di tornare sotto la mia quercia.
Sistemo bene l'apparecchio sul tavolino di mia madre, faccio girare il disco e mi siedo.

Ecco, a quel punto probabilmente mi sono addormentato, anche se in effetti non ricordo di aver sognato.

Al risveglio mi sentivo in forma come se avessi nuotato.
Mi toccai la testa, aprii meglio gli occhi, e mi accorsi di essere in cuffia da piscina e costume da bagno.

mercoledì, 29 aprile 2009

Eulalia e lo splendido giardino VIII

Esercizio di stile di perlasmarrita

http://perlasmarrita.splnder.com

La mia storia inizia in questo splendido giardino, un giardino che ho sempre curato con costanza facendo di esso il mio castello ed il mio rifugio fino a…. Eh si, perché ad un certo punto le erbacce hanno preso il sopravvento, il mio tempo era da dedicare altrove, esattamente era da dedicare a qualcos’altro.
Un amore, era indiscutibilmente amore l’emozione che mi aveva colpito in pieno petto un giorno di tarda primavera, quando uscita dalla minuscola stazione del mio paese, costeggiavo, come al solito per dimezzare il percorso, quel magnifico prato inglese che faceva da splendido contorno a una piscina dalla forma bizzarra e una magione d’altri tempi.
Proprio come al solito no, perché quel giorno, al bordo della piscina, stava sdraiato con fare indolente un esemplare di sesso maschile mai visto. Non tanto alto, neppure molto bello, con qualche chilogrammo in più che il costume da bagno metteva ancor più in evidenza, un grande panama in testa a nascondere il viso e con in mano un bicchiere che conteneva ghiaccio e un liquido chiaro, forse limonata.
Erano due anni che vivevo nella cascina che stava di fianco alla villa e qui non vi avevo mai visto anima viva la di fuori di un uomo di mezza età che innaffiava e tosava il prato, puliva la piscina come se dovesse servire sempre il giorno dopo, e teneva aperti gli infissi. Un uomo ombra che non dava mai retta a nessuno e che non mi aveva neppure risposto quando una mattina, arrancando sulla sua bicicletta, gli avevo rivolto un saluto festoso.
E poi quell’uomo con il panama in testa.
Non so, c’era qualcosa in quell’uomo che mi attirava come una calamita. Decisi in un baleno: dovevo conoscerlo! Preparai con moltissima cura la migliore delle torte che sapevo fare, una torta di mele, e mi avviai verso la villa con il mio più smagliante sorriso.
Nessuno, non c’era nessuno. Nessuna traccia dell’uomo con il panama e nemmeno dell’uomo ombra. Tirai fuori tutto il mio coraggio e suonai al campanello. Nessun cenno di presenza umana.
Da quel giorno non ebbi più pace, passavo il suo tempo a spiare la villa decisa ad avvicinare l’uomo ombra e chiedergli dell’uomo con il panama. Ma era come se si fossero volatilizzati tutti.
Il magnifico prato all’inglese perse la sua magnificenza e impeccabilità con ciuffi d’erba che spuntavano ovunque; la piscina si stava riempiendo di cartacce e foglie secche portate dal vento e con un senso di desolazione che colpiva allo stomaco come un macigno.
Anche il mio giardino divenne sempre meno splendido con le erbacce che divoravano rapidamente le piccole aiuole e facevano scomparire il ranuncoli gialli e le fresie multicolori che erano stato il suo vanto. Non avevo tempo di curare il giardino, dovevo tenere d’occhio la villa. E così ogni giorno, dalla stanza dove avevo collocato la mia minuscola ma ben fornita biblioteca, scrutavo l’orizzonte mentre il vecchio grammofono, regalo del nonno, ridava ogni giorno vita a dischi altrettanto vecchi che spandevano nell’aria melodie struggenti e dimenticate. L’uomo con il panama doveva tornare prima o poi, no? Perché se era un uomo gli sarebbe tornata voglia della sua limonata al bordo della piscina dalla forma bizzarra. Semprechè l’uomo del panama fosse esistito davvero….

mercoledì, 22 aprile 2009

Eulalia e e lo splendido giardino III

Esercizio di stile di ubaldoriccobono

http://ubaldoriccobono.splinder.com/

Dalla stazione al castello ci volevano tre minuti. Una volta nella hall ti registravano in un battibaleno e poi ti destinavano alla suite. Sul letto c’era ad attenderti un bel costume da bagno e quindi potevi scendere subito in piscina e sdraiarti sul bordo a prendere il sole, con accanto bicchieri, ricolmi di limonata della casa, con il vetro appannato dal ghiaccio. Il conte aveva sfruttato al meglio tutto ciò che proveniva dalla tenuta e soprattutto dalla vicina limonaia.Gli impeccabili camerieri in alta e bianca uniforme passavano e ripassavano più e più volte a riempire i tavoli di enormi fette di torte di mele, mentre in lontananza un grammofono d’altri tempi suonava vecchi dischi, che struggevano l’anima. I miei pensieri vagabondi non m’impedirono però di considerare che avevo troppo poco tempo: invece di rintanarmi nella biblioteca fornita di molti libri, che avevo intravisto in fondo ad una sala all’arrivo, avrei noleggiato una bicicletta che mi avrebbe portato nel centro della deliziosa cittadina, di cui avevo ammirato da lontano le guglie della Cattedrale.

 

lunedì, 20 aprile 2009

Eulalia e lo splendido giardino

La mia storia inizia in questo splendido giardino.
 
Non e’ un giardino qualsiasi: e’ il mio giardino, un luogo tanto bello quanto caldo.
Fiori ovunque, e' vero, ma a parte le spendide rose, i gigli, le violette e gli esuberanti tulipani, non c'e' altro.
 
Non un albero, non un arbusto piu' alto del ginocchio, non un rampicante sagomato ad arte.
Ed e' cosi' che da piu' di due ore cammino per i vialetti di ghiaia bianca, ammirando una dalia, interrogandomi sul segreto dei narcisi e sperando, inutilmente, di trovare un po' d'ombra.
 
Ho caldo e molta sete.
Vorrei qualcosa di fresco, anzi, ghiacciato: una bella limonata.
Ma non uno di quei bicchieri che ti vendono i ragazzini agli angoli delle strade: io ne vorrei una intera caraffa.
Anzi, una damigiana.
No, veramente, mi berrei una intera limonaia spremuta in bicchieri enormi, e dentro ci metterei dei cubetti di ghiaccio grandi come iceberg. Ecco cosa farei.
 
E invece, giro e rigiro per i vialetti, finche' mi sembra che siano i vialetti a girare, e poi che il mondo intero giri intorno a me. Allora piego le gambe e mi siedo, o meglio, sono le mie gambe a decidere di non reggermi piu', e nel tempo di un respiro finisco lungo disteso su un letto di ciclamini.

 
 
Come e' bello il cielo visto da questa prospettiva: stranamente, non ci avevo mai pensato.
Non ci pensavo di certo, quando stamattina ho preso il treno, ne' quando sono arrivato in stazione, e nemmeno quando ho preso quella bicicletta verde appoggiata contro il muro, per venire fin qui, nel mio castello.
 
 
Ho ereditato tutto: titolo nobiliare, mura secolari, arredi storici, tappeti, arazzi, biblioteca, quadri, vasi, argenteria e questo splendido giardino.
 
Ma ora fa troppo caldo, e non m'importa delle armature, delle scuderie, della torre ovest, ne' del ponte levatoio: tutto quello che vorrei e' una bella piscina, un costume da bagno, e un trampolino per tuffarmi nel blu.
 
Oppure vorrei un bel melo, proprio qui sopra, a farmi ombra, cosi' starei al fresco, e tra un paio di mesi potrei chiedere alla cuoca di preparare la torta di mele.
Si', quella torta la potrei mangiare nella sala da ballo, dove ovviamente darei delle feste memorabili, e la gente danzerebbe al suono dell'orchestra.
 
 
E un giorno, per ridere, prenderei quel grammofono che troneggia in mezzo allo studiolo, e dopo aver scelto tra la pila di vecchi dischi un bel valzer, mi metterei a ballare da solo, nel mio salone decorato a festa: come mi invidiebbero i vicini!
 
 
E quanto gia’ m’invidiano, ora che sono diventato Conte.
Ecco, gia' li vedo, corrermi incontro a chiedere chi una grazia, chi un favore, chi la mia protezione.
Come corrono veloci! Ecco che arrivano, tutti vestiti di bianco.
 
 
 
E quando mi caricano sulla barella rispondo che sto benissimo, davvero non potrei stare meglio, e che dall'alto della mia scranna daro' loro udienza, quando fara' meno caldo.
 
 
Esercizio di stile: scrivere un racconto di tre minuti.
 
Incipit d'obbligo: "La mia storia inizia in questo splendido giardino"
 
Elementi d'obbligo:
Castello
Stazione
Piscina e costume da bagno
Biblioteca
Limonaia, bicchieri e ghiaccio
Torta di mele
Bicicletta
Grammofono e vecchi dischi
 
Eulalia invita tutti gli amici del Blog a partecipare all'esercizio scrivendo un racconto, che Eulalia sara' lieta di pubblicare e segnalare. 

 


giovedì, 22 maggio 2008

Eulalia e la Stella Pigra

Astronomia: scoperta stella pigra
 
Brilla grazie ad aiuto della sua compagna
ROMA, 20 MAG - Esiste una stella cosi' pigra che non riesce a brillare da sola ma ha bisogno dell'aiuto della sua compagna. L'ha scoperta un gruppo italiano dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. La stella pigra appartiene a un sistema doppio, composto da due pulsar che emettono raggi X. Una delle due pulsar emette raggi X solo grazie all'aiuto della compagna che periodicamente la investe con un intenso flusso di particelle e le fornisce cosi' l'energia necessaria per brillare.
 
 



Eulalia si rigira nel letto.

E’ tardi, ma ancora la voglia d’alzarsi non e’ arrivata, ed Eulalia segue, senza riluttanza, il richiamo del cuscino a nuvola, del lenzuolo perlato e della sottile noia, giunta da tempo ad increspare, come onda leggera, l’oscuro oceano del mal di vivere, che la sua barca solca da settimane.

 
Oggi non e’ giornata di sole, d’erba appena tagliata, di fiori che s’aprono con gioia alla luce: il cielo e’ grigio, come l’anima; la gente che passa per strada fa un rumore stridente di rabbia, miseria e solitudine che Eulalia non vuole piu’ ascoltare.

Eulalia ha bisogno di riposo: sono lontani i momenti in cui col suo fulgore rischiarava il cielo notturno ed incantava gufi, streghe e lupi.


Dimenticati, da tempo, i voli tra le nuvole e gli uomini, lasciate alle spalle le imprese coraggiose e gli abbracci alle altre creature, Eulalia, dalle ali ripiegate, si nasconde sotto le coperte, sperando di ritrovare nei sogni l’ energia perduta: le stessa con cui, nelle notti piu’ fredde, toglieva gli uomini dall’inferno e li riscaldava con la propria luce avvolgente.


E mentre il monitor, nella stanza bianca, mostra con impietosa precisione la linea piatta dell’anima, Eulalia, in bilico tra il tubo dell’ endovena e la sponda del letto, attende un gesto rivelatore da parte della pulsar gemella.

mercoledì, 16 aprile 2008

Eulalia e la Fata Confetto II

La Fata si muove in punta di piedi; agile come una ballerina, danza fino a un piccolo specchio d'acqua.


Rimira, con un po’ di civetteria, il proprio riflesso: ora che la sua statura e’ pari a quella di un umano, si sente ancora piu’ bella.
L’acqua dello stagno, limpida e fresca, e’ cosi’ pura ed invitante che l’incantevole creatura non puo’ fare a meno di chinarsi per sfiorarla con la punta delle dita.
 
Dal punto in cui la sottile, tenera mano tocca l’acqua, partono cerchi concentrici: la superficie s’increspa appena; poi, un sottile strato di brina appare sopra agli steli d’erba che rasentano il bordo dello stagno.

Pochi istanti dopo, l’acqua si raffredda, trasformandosi in uno struggente ricordo invernale: un blocco di ghiaccio molto spesso, dentro al quale i pesci, impotenti spettatori, restano imprigionati, come accade a certi fiori, che finiscono la loro esistenza racchiusi nei fermacarte di vetro.


Gli anatroccoli, che nuotavano in fila indiana dietro la loro madre, non hanno migliore destino e, fermi in una immobilita’ fotografica, che nulla ha a piu’ a che vedere con la vita, punteggiano di giallo intenso la superficie disperatamente bianca dello stagno ammutolito.




La Fata, felice come solo gli esseri alati sanno essere, sorride, si rialza e cammina verso una radura.

Rose selvatiche ed anemoni sgargianti, timide margherite e spavaldi crocus, tintinnanti campanellini, primule rigogliose, denti di leone, primule e violette: dinanzi a lei, un paradiso di colori e profumi s’apre a perdita d’ occhio.

Una carezza ad un fiore, un soffio su una corolla, un tocco a uno stelo verde: la Fata si muove con grazia e dolcezza.
Le piante fremono, come scosse da una brezza che si fa via via piu’ intensa, poi si contorcono, ritraendo le foglie, riconoscendo, troppo tardi, un’ oscura minaccia.

I fiori si richiudono.
Sono piccoli scudi colorati la cui bellezza, purtroppo, non basta a garantire sufficiente protezione: infatti avvizziscono, prosciugati da una siccita’ innaturale, e poi soccombono. Fragili scheletri anneriti e piccoli cumuli di cenere grigia prendono subito il loro posto nel deserto creato dal nulla, e dei profumi mattutini non resta neppure il ricordo.

E mentra Eulalia, ancora incredula, cerca la forza per reagire, la Fata alza le spalle, un po' delusa per la breve ed effimera essenza dello spettacolo, e si avvia, a passo leggero, verso la citta' piu' vicina.


 


giovedì, 10 aprile 2008

Eulalia e la Fata Confetto


Eulalia, in volo mattutino, guarda l'alba dall'alto.

La Fata Confetto si stiracchia.
L’ involucro alieno, in cui e’ racchiuso il soffice letto di piume di cigno, sta per schiudersi: si avvicina l’ora di affacciarsi sul mondo.

 
Il grande fiore, di un delicato rosa pallido, spuntato da un seme caduto dallo spazio, e’ chiuso su se’ stesso. Sembra un enorme uovo di pasqua profumato e la rugiada mattutina che scende, in gocce minute, lungo lo stelo allungato, manda bagliori zuccherini e riflessi cangianti .
In pochi minuti il sole taglia il traguardo dell’orizzonte e si slancia verso il cielo: e’ primavera.

  
Il tempo di intiepidirsi ai raggi dorati, e la corolla finalmente si schiude, rivelando al mondo il prezioso contenuto.
La fata, ancora mezza addormentata, si alza con un sorriso, mentre un usignolo canta felice l’inno alla nuova stagione e le lumache, pigre ed indolenti, si trascinano alla ricerca dell’insalata novella.





L’eterea creatura spazzola con cura la fluente chioma bionda, sapientemente cosparsa di polvere lunare, poi si fa scivolare addosso un abito che sembra rubato alle lande delle aurore boreali.
 
Si passa compiaciuta le mani lungo i fianchi, accarezzando l’abito di tulle e taffeta’ che fascia, senza comprimere, la sua slanciata silhouette. Il leggero e grazioso tutu’, tutto trine e merletti, alterna toni cremisi e scarlatti, porpora e peonia, pesco e mandorlo: una specie di piccolo, leggiadro bouquet profumato, che si armonizza con i nastri di seta delle minuscole scarpette da ballerina dai riflessi perlacei.

La Fata apre gli occhioni da cerbiatta, mostrando le iridi di un celeste abbagliante; mentre le ali multicolori si asciugano al sole, sbatte le lunghe ciglia e si rimira, vezzosa, allo specchio.
 
E’ bellissima: il rossetto trasparente e il trucco delicato, fatto di polveri impalpabili, mescolate a un velo di cipria dorata, rendono il suo viso simile a una rosa tea nel pieno della fioritura.
 
Il mattino si apre, in tutto il suo splendore: le piante liberano i migliori profumi della stagione e gli animali escono dalle tane, senza piu’ temere pioggia e gelo.
 

Chi sono

Utente: soffiodimaggio
Una brezza leggera tra le foglie. Un petalo di rosa. Un raggio di luna tra gli aghi di pino.

Commenti recenti

IosonoIo in Eulalia e lo splendi...
IosonoIo in Eulalia e lo splendi...
IosonoIo in Eulalia e lo splendi...
soffiodimaggio in Eulalia e lo splendi...
soffiodimaggio in Eulalia e lo splendi...
soffiodimaggio in Eulalia e lo splendi...
soffiodimaggio in Eulalia e lo splendi...
soffiodimaggio in Eulalia e lo splendi...

Archivio

oggi
maggio 2009
aprile 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Chocopets

Links

***Euland***
7 di 9
Amauroto Valmont
Amosgitai
Animagothica
Anneheche
Anotherday
Apophenia
Arciere - immaginare come un cieco e poi inciampar
Argenio Giuliana - Parole di vetro
Asariah
Asmodaeus - TERRA VIVA
Atir - Wonkas
Ayladelclan - a pelo d'acqua e fil di nuvola
Bonzo Corrotto
Borbonico - RIFONDAZIONE BORBONICA
Budo
Buffy86
Bukaniere - quando il molare è a terra...
Caffè letterario
Calzelunghe
Carlo Menzinger
Carlyssima - Quello che mi frega...
Cavaliere Inesistente - Podmork
Cavaliere Inseistente - Khu
Cercacoccole - Fiocchi di nuvole
Cercacoccole2 - Passaggi fra le nuvole e la terra
Ciumakella - Ventodalmare
Com'arrinesce si cunta!
Coprofilo - REFLUI UMANI
Cozzanengo - sognare la poesia
Crystel84 - Il mio angolo di vita da scoprire...
Cyrnano
Daniele Marzocchi
Daphnee - Sorrisi e leggerezza
Der blaue Engel
Dianthus - Pensieri fra l'erba alta
Diego D'Andrea
Different prospectives
Dodoc - Tre minuti
Emily
Endendros - Anemophoros - Nel Vento
Enochirios - il crepuscolo delle scintille
Enolafay - Plimae
Erikamorphy - L'essenziale è invisibile agli occhi
EufemiaG
Fataiaia - La casa delle Fate
FKfrankcapra - Apophenia
Flash6155 - realtafrantumata
Flinx
Forsithya - Dove portano i sogni...
Francyc2
FranMc - TheChroniclesOfMe
Galahadrys
Gattoblog
GenerALEinverno - A che punto è la notte
GhostOfFreedom
Goodnightmoon - Diario di una borderline
Graficnika
Grandaniele - largoaigiovani
Hariseldom
Il Blogg8: The Vampyr8's Blog
Il dubbio e' il padre del sapere
Il Gatto Silver
Il giardino segreto
Il Mondo di Riccardo
Iopensosempre
IoSonoIo - pensieriaparole
Jecklemot - per quando t'assale la noia
JollyyRoger - Il sonno della ragione si rigenera
Katiuccia - lucciolexlanterne
Keypaxx
Kirasakuya - Mondo Decadente..Florida Follia..
Korus - Cristallodiquarzo
Kuppotto
L'arte è la mia fantasia
L'Uva e l'Ozio
LaDurlindana Storie A Budget Minimo
Ladypazz2 - Un continuo decervellamento di stile
Laura et Lory
Lavoretti
Lemurakkia - Io sogno la luna
Lenor - Il Resto di Niente
Lestat
Libero83 - oltre la monnezza
Lily of the valley
Lo scarabocchio di Comicomix
Lujomama - mamalujo.splinder.com/
Lupoanziano
Maestrobuitre
Maghettablog
Malviso - Nevermore
MarcFranz - C'era una volta l'amore...
Mariadn - Cosa cucino oggi?
Marleneinnoir
Materiaostrika
Matto81 - La stanza del matto
MaxDemian
Mbarabba - Il MONDO INTERNO ESTERNO DELL'INTERNO
Merlinus
Micheblog
Milanbeppe - vita quotidiana
Miriblog
Mjertovjek
Monicamarghetti - Little Monica
MorfeoNetDevil
Naïf Super
Navigare a vista
Nel Vento
Nella tana di Jedredd
Novadiana
Novelas - Telenovelas
Nullacomesembra - bellezza assoluta...ritorna l'ardore!!!
Okcomputer - L' Occhio di Rovereto
Ombrellina
OrdMADNESS - *The ORDINARY MADNESS*
OroViola
Ossimoro - Apolide
Otka
Paniko 23 - Third Inconvenience
Paul Templar - Come eravamo
Paul Templar - Misteri,cronaca nera e ....altro
Pcube - radionowhere - note dissonanti
Pensieri Correnti
Pensierorumoroso
perlasmarrita
Phersephonae
Poesiaoggi - Fuori dal coro
Poetanotturno
Pyperita - Il tè nel deserto
Qualcunomingoi
RAinBOY
ram87 - epaterlesbourgeois
Rat-Man ... errare umanum est!!!
Rebelnymph
Romantic Tragedy - Opera al Nero
Ruika Hiwatari - scheletrinellarmadio
Scatterhead
Sen - spicchidiluna
Senzaspine
Serenacocco - La Sposa di Minerva...
Sergio Bottoni
Shelidon
Shoruel Puot-Pourri
Silo9 - storia di una pennuta
Simone Bocchetta
Skarbie
Socrate Aquilani
Soffio di Vento
SorNarciso
Sparkling Diamond - Io non so volare...
StatI transitorI
Stefano Massa - Il blog della comunicazione politica
Steger - get down tonight
Suffisso - instant karma
Supermoon - Spettegulesss!!!!!!
Surfstyle
The Tired Knight
Triana - e ora che faccio?
Tumbergia
Tuttascema - dolcimusetti
Ubaldo Riccobono - Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle
Valehime
Ventnoir
Veraslobosky
Violinistafolle
Vyoletta
Witchofoz
Wittelsbach
Yasu - Ricordare per dimenticare
Zeta 1977 - XYZeta

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

Partecipano

Foto recenti

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte

Copyright

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.5 Italy License.

Statcounter

BlogSearch

Feedburner

365 petali di fiori

Writing Blogs - BlogCatalog Blog Directory
Submit to Social Websites

Categorie

11 settembre
21 settembre

alieni
allopregnanolone
ambiente
amici
amicizia
amore
animali
attualita
attualità
auguri
autunno
avaro
beltane
caldo
candele
cani
caraibi
carnevale
cinema e film
citta
città
cocaina
colori
cometa
concerto
criptonite
cuore
cupido
curiosità
delfini
delusione
denaro
desideri
dinosauri
dioniso
ditirambo
donne
droga
eclissi
equinozio
esercizio di stile
estate
eulalia
fantascienza
fantasia
farfalle
fate
fauni
favole
fedro
ferragosto
festa
fiabe
fiori
gabbiani
galeone
gatti
gelati
genetica
genova
giardini
giovinezza
halloween
horror
imbolc
inconscio
informazione
ipocrisia
king
kryptonite
lago
lavoratori
lavoro
lestat
lettera
letteratura
libri
litha
luce
luna
lupi
mabon
maggio
magia
mare
memorial
meschinita
metafore
miseria
miti
mondo
montagna
morte
mostri
musica
natale
natura
nave
neve
notizie
nuvole
opera
ossitocitina
ostara
ottobre
paesaggio
parafrasi
pedofilia
pensieri
personaggi
persone
piante e fiori
pipistrelli
pirati
poesia
polena
porto
pride
primavera
primo
ricordi
ricordo
rinascita
rivelazioni
romanzi
sacrifici
samhain
san valentino
scimmie
scoperte
scrittori
scuola
segreti
selene
societa
sogni
soldi
solitudine
solstizio
speranza
spiderman
stagioni
stelle
streghe
sultura
superman
tempo
topi
tradimento
umanità
uomini
uomo ragno
vacanze
vampiri
vendetta
viaggi
visioni
wicca
yule
zen
zoo