venerdì, 27 giugno 2008

Eulalia e la finestra sui ricordi

Post pubblicato su Caffè letterario

Eulalia, seguendo una corrente ascensionale, fluttua fino all’ ultimo piano di una palazzo di citta’.
All’interno dell’appartamento d’angolo, una vecchia signora, intenta da ore ad osservare le lancette dell’ orologio, guarda dalla finestra e, forse sperando in un refolo di vento, apre le imposte.
 
E’ una giornata molto calda: come quella dell’estate del ’46, quando un bel giovane di nome Giovanni si era presentato in cascina, vestito di tutto punto, per chiedere la sua mano.
Inizialmente la famiglia di lui si era opposta, ma poi le cose si erano appianate e il matrimonio era stato felice fin dal giorno della cerimonia, che si era tenuta nella chiesa di campagna del paese, in una mattina di fine agosto.
Gli anni del dopoguerra erano stati incredibili; entusiasmo, fiducia e speranza avevano consentito alla coppia di superare i problemi economici e la difficolta’ di mantenere i quattro meravigliosi figli: sforzi premiati dalla soddisfazione di vederli laureare e formare a loro volta una bella famiglia.
 
Giorno dopo giorno, calendario dopo calendario, il tempo ormai e’ passato, senza rumore, ed 
oggi il mondo sembra diverso, forse perche’ visto attraverso occhiali dalle lenti spesse come fondi di bottiglia.
Giovanni dai capelli bianchi se n’e’ andato gia’ da tre anni, ma la vecchia signora continua imperterrita a guardare dalla finestra, verso l’ora di pranzo, sperando di vederlo rientrare.
 
L’uomo col cappello che ha appena svoltato l’angolo sembra proprio lui: peccato che prosegua oltre il portone.
D’altro canto, nel corso degli anni Giovanni si e’ fatto sempre piu’ distratto, ed oggi potrebbe aver dimenticato di fermarsi nel punto giusto.
 
La donna si sporge leggermente dalla finestra per chiamarlo, ma l’uomo non la sente: del resto, i problemi d’udito di Giovanni sono risaputi.
Presa dall’ansia di attirare la sua attenzione, la donna si sporge ulteriormente dalla finestra, rischiando di perdere l’equilibrio e cadere.
Per fortuna, qualcuno la trattiene per un braccio: e’ la vicina di casa, che viene a trovarla tutti i santi giorni da quando e’ rimasta vedova. 



La vecchia si siede, un po’ delusa, brontolando per la distrazione di Giovanni, per la sua sordita’ e per mille altri motivi.
 
Poi offre alla vicina, che ha gia’pranzato, un paio di biscotti ed un caffe’, e le racconta, per la millesima volta, la storia del suo matrimonio.
 
La vicina ascolta, annuendo ogni tanto: lei sa che l’ anziana signora non si e’mai sposata, ha sempre vissuto sola, e di tanto in tanto vaneggia, specie quando fa caldo, ma non ha cuore di contraddirla.
 
Eulalia, che ha osservato tutto dalla finestra, sente un alito di vento glaciale soffiarle sul collo.
Col cuore trafitto, lascia l’anziana signora alla felicita’ che solo la follia puo’ regalare e vola via, portando con se’ tutti i ricordi del mondo: anche quelli di cio’ che non e’ mai stato e che mai sara’.

 
Cervello: area dei "falsi ricordi"
Studio riportato sul Journal of Neuroscience
"Capita, per lo piu' in eta' avanzata, che ricordiamo d'aver fatto o detto qualcosa o aver vissuto un episodio che non ci e' mai accaduto". "Sono le fantasie create da una parte del nostro cervello che potrebbe essere battezzata: 'sorgente dei falsi ricordi', alla base dei quali - riporta il Journal of Neuroscience - ci sarebbe un 'talento impressionista' che ricostruisce un'impressione d'insieme di un certo evento e che proprio per questo potrebbe farci travisare o scombussolarci i ricordi".
venerdì, 25 aprile 2008

Eulalia e il cuore assassino

Post pubblicato su  Caffe' Letterario

 

SPOSA VEDOVA SUO DONATORE CUORE, POI SI UCCIDE COME LUI
WASHINGTON - Un uomo che dodici anni fa aveva subito un trapianto di cuore - e che poco più tardi aveva sposato la vedova del suo donatore - si è tolto la vita nello stesso modo della persona da cui aveva ricevuto l'organo.
E' accaduto a Vidalia, nel sud-ovest della Georgia. Sonny Graham, di 69 anni, si è ucciso nel giardino di casa con un colpo di pistola alla gola, proprio come aveva fatto Terry Cottle, il 33enne che gli donò il cuore nel 1996. In seguito al trapianto che gli ha permesso di sopravvivere, Graham aveva iniziato a scrivere una serie di lettere alla famiglia del suo donatore, arrivando a conoscere personalmente la moglie di Cottle - Cheryl - allora 28/enne. Tra i due è nata una relazione così intensa che nel 2004 - dopo che lui è andato in pensione - si sono sposati e sono andati a vivere a Vidalia. Qui l'uomo, per motivi che non stati accertati, ha deciso di togliersi la vita nello stesso modo in cui fece dodici anni prima il suo donatore. Rendendo vedova per la seconda volta la stessa donna.



 
Eulalia, dritta come un fuso, osserva le attività frenetiche che si svolgono in sala operatoria.
Il chirurgo ha appena terminato il lavoro: un cuore umano, che sembra pulsare in modo innaturale, viene rinchiuso in un contenitore blu.
Non c’e’ tempo da perdere: tra pochi minuti, nella stanza in fondo al corridoio, un cardiopatico in fin di vita ricevera’ il dono inaspettato della seconda opportunita’.


Tornera’ a sorridere, parlare, camminare, fare le scale.
Andra’ a lavorare di nuovo, tornera’ a  seguire gli spettacoli al cineforum, mangera’ le patatine fritte e il venerdi’ sera frequentera’ un corso di ballo: imparera’ a ballare il tango, come aveva sempre sognato, e finalmente, nel secondo quadrimestre di lezione, incontrera’ la donna dei propri sogni.


Dopo una vita di attese, amori sbagliati, rinunce, rimpianti e liti furibonde, che lo avevano portato all’ infarto piu’ di una volta, capira’ di aver trovato il vero amore, che avra’ il viso dolce e triste di una quarantenne: un volto segnato profondamente dalla vita e dal tempo, ma non ancora appassito.
L’amera’, come nessuno ha mai amato prima, non dormira’ di notte per mesi interi, consumato dai dubbi e dal timore, fino al giorno in cui trovera’ il coraggio di dichiararsi e impazzira’ dalla gioia, scoprendo di essere ricambiato.

Ci sara’ un matrimonio, in un bel giorno di primavera;  le campane suoneranno a festa e gli stessi parenti che avevano pianto piu’ di una volta al suo capezzale, sorrideranno e lo abbracceranno, lanciando riso e benedizioni.
Passeranno gli anni, uno dopo l’altro, in pace ed armonia in una bella casa lungo la riva del fiume, e i ricordi delle stanze d’ospedale, dei giorni della paura e della speranza, della solitudine e del dolore, si faranno, giorno dopo giorno, sempre piu’ sfuocati.

Un bel giorno d’estate, lui camminera’ fino  all’argine, scendera’ fino al limitare dell’acqua, guardera’ i pesci, che tutto sanno e nulla dicono, e all’improvviso comprendera’ ogni cosa.

Tornera’ a casa con passo leggero, attraversera’ la grande sala arredata in legno d’acero e mettera’ nuova legna nel camino, perche’ il fuoco non si spenga.
Andra’ in cantina, per mettere a posto le vecchie fotografie del matrimonio ed estrarra’ dalla scatola di legno le piu’ belle, per guardarle l’ennesima volta. Vedra’ se’ stesso, con dodici anni in meno sulle spalle, e ammirera’ la bellezza della moglie, cosi’ solare, nonostante la doppia vedovanza che ne aveva funestato la vita, prima del loro incontro.


Sorridera’, rimettera’ a posto le foto e da un’altra scatola, di latta rossa, prendera’ una pistola e se la puntera’ alla gola.
Un colpo soffocato risuonera’ tra la polvere e i vecchi elettrodomestici sparsi per la cantina: lui morira’, ma il suo cuore sara’ salvo, pronto per un uovo ospite.

Tutto questo accadra’ senz’ altro: e’ una promessa segreta, un impegno da mantenere ad ogni costo.

Eulalia, inorridita, cerca di afferrare la scatola blu dalle mani del paramedico, che si e’ gia’ avviato in direzione dell’ altra sala operatoria, ma qualcuno la trattiene.

Mentre Eulalia cerca di divincolarsi, il cuore assassino viaggia verso la nuova vittima, cantando, sottovoce, una canzone d’amore.
 
 
venerdì, 28 marzo 2008

Eulalia e l’acceleratore di particelle

 
ROMA, 28 MARZO - Fisica: denunciato acceleratore Lhc
Secondo due fisici e' 'possibile causa di apocalisse'

Il piu' grande acceleratore di particelle al mondo e' stato citato in giudizio in quanto 'possibile causa di apocalisse e catastrofi cosmiche'. Il Large Hadron Collider, che sta per essere completato a Ginevra, oltre ai problemi tecnici che hanno costellato la sua costruzione, deve affrontare una minaccia inaspettata.
 
Due fisici americani, riferisce il sito della rete Usa Nbc, ne hanno chiesto lo stop fino a che non sara' verificata la possibilita' che al suo interno avvengano reazioni devastanti.

 

Eulalia ascolta il suono del tempo che passa, sull’ argine del fiume.

Il senso di un’incombente Apocalisse aleggia nell’aria, ma Eulalia, fiore tra i fiori, guarda i narcisi, le nuvole in viaggio, i riflessi multicolori delle ali di libellula e le prime uova dell’anatra che si schiudono al tepore primaverile.
lunedì, 03 marzo 2008

Eulalia e il Gambero

Australia: gamberi non dimenticano
Dopo sconfitta maschi cercano rivincita

SYDNEY, 29 FEB - Il litigioso gambero di fiume australiano detto yabby (Cherax destructor) non si rassegna quando perde e cerca sempre la rivincita.Yabby, noto per gli strenui combattimenti fra i maschi della specie, non dimentica la 'faccia' di chi lo ha battuto.
Lo hanno scoperto gli zoologi dell'universita' di Melbourne, che per due anni hanno studiato 100 coppie di gamberi. La ricerca dimostra che i gamberi ricordano e riconoscono le fattezze degli altri individui,specie dei rivali.

 
 

Eulalia apre il diario.
Per anni interi ha annotato, con cura meticolosa, tutti gli sgarbi, le scorrettezze, le promesse mai mantenute, le menzogne e i tradimenti.

Una data, poche righe per non dimenticare, ed ecco che scorrono dinanzi ai suoi occhi spalancati  le didascalie che accompagnano centinaia di fotografie, ritratti e identikit.
 
Eulalia indossa il mantello della Nemesi, pronta a spiccare il volo.
Tremino, dunque, gli esseri indegni: gli ipocriti, i malfattori, i superbi, i vili , i bugiardi.

Eulalia, figlia della Notte e dell’Erebo, spiega le ali, ed e’ gia’ sopra di loro.
giovedì, 21 febbraio 2008

Eulalia e il nero

CREATO IL COLORE NERO PIU' NERO CHE C'E'
 
WASHINGTON - E' stato creato in un laboratorio di ricerca dello Stato di New York il nero più nero che c'é, capace di annullare in modo assoluto l'effetto riflessione. Assorbe cioé il 99,9% della luce da cui viene colpito.

Il più nero materiale che esista al mondo è stato 'inventato' in un laboratorio di un politecnico di Troy ed è fatto di microscopiche fibre concave dello spessore di un atomo, non di più. A crearlo sono stati gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Insitute, che hanno così superato il "nero più nero" creato nel 2003 sempre negli Stati Uniti, in un altro laboratorio e che era capace di di riflettere solo lo 0,17% della luce.
Questo nero, invece, annulla praticamente la riflessione: trattiene la luce visibile per il 99,955%.


 
 
Eulalia fissa il quadro appeso al muro color pece; la cornice, finemente intagliata, attira la sua attenzione: riccioli d’ebano, foglie e fiori notturni si rincorrono nel legno.
 
Eulalia si concentra sul dipinto: su un fondale nero come il fondo di un pozzo, due persone camminano affiancate.
 
Sono nell' ombra, percio’ non e’ possibile distinguerne le fattezze, ma Eulalia sa per certo che una di loro altri non e’ che il Principe delle tenebre.
 
Il Re del caos, padrone del nulla, si veste coi colori del lutto e della disperazione.
A lui appartengono il senso di assenza, il caos, il vuoto primordiale: e’ il principio e la fine di tutto, che nasce dall’inconscio e porta in se’ un’ incognita minaccia.
Indossa un mantello di oscurita’ ed una veste ricamata con i simboli di Saturno, con cui rivendica il proprio potere assoluto, ostentando il proprio disprezzo per cio’ che e’ giovane e vitale. 
Accarezza, senza affetto, una cornacchia dalle piume lucenti che gli si e’ appollaiata su un braccio, e intanto cammina lentamente verso un cono d’ombra.
 
Al suo fianco, una Strega dall’ abito color carbone guarda l’orizzonte.
Nella mano sinistra tiene un amuleto d’onice; nella destra, lo scettro della notte, di cui e’ regina, e col quale compie sortilegi oscuri e malefici. Dai capelli corvini escono misteriosi anelli di fumo maligno; gli occhi impenetrabili e privi di luce nascondono il senso di abbandono e di impotenza di fronte alla fine del tutto.
 
Eulalia, per la prima volta da molto tempo, prova un senso di sgomento.
Distolto lo sguardo dal quadro, si dirige verso il lato opposto della grande stanza, mentre un lupo nero, comparso da chissa’ dove, la segue con lo sguardo.
Eulalia attraversa a passo leggero la sala, sfiorando appena il pavimento ricoperto di piastrelle color inchiostro di china.
 
Sulla parete di fondo, un trono di ossidiana la sta attendendo.
Eulalia si siede, abbandonando la propria disperazione, pronta a sprigionare una luce abbagliante: dopo la notte, deve nascere un nuovo giorno.

Piccolo esperimento insensato per la creazione di un mondo migliore:
 
mercoledì, 19 dicembre 2007

Eulalia e i Delfini

Delfini: intelligenti e romantici
Corteggiano l'amata offrendole un mazzo di alghe

LONDRA, 6 DIC - Che i delfini fossero animali intelligenti si sapeva; ora grazie ad una ricerca britannica si scopre che sono anche romantici. Corteggiano l'amata regalandole un mazzo di alghe. Gli esperti hanno analizzato per 3 anni 6 mila gruppi di animali che attraversavano una foresta pluviale brasiliana.
In 221 gruppi vi era un maschio che trasportava in bocca alghe, ramoscelli o grumi d' argilla per persuadere la femmina all'accoppiamento.I delfini romantici erano piu' aggressivi degli altri.
 
 
ANCHE I DELFINI PARLANO E HANNO UN LINGUAGGIO
 
LONDRA – 19 DIC - I delfini sono in grado di parlare e hanno un proprio linguaggio. Lo sostiene l'esperta Liz Hawkins del 'Centro di ricerca delle balene' in Australia, che ha identificato 200 suoni diversi emessi dai mammiferi. Dal momento che i fischi con cui si esprimono sono collegati ad alcuni comportamenti, gli scienziati si sono fatti un'idea di quello che potrebbero dire.

 La Hawkins ha passato tre anni a studiare gli animali d'acqua, registrando 1.647 suoni provenienti da 51 coppie di delfini. I suoni sono stati raggruppati in 186 categorie, a seconda della frequenza con cui iniziavano e con cui finivano e della durata. Di questi, 20 erano molto comuni.

"Si tratta di una comunicazione molto complessa - ha spiegato Liz Hawkins alla rivista britannica 'New scientist' - e contestuale, quindi si può definire lingua". La ricercatrice ha classificato i suoni in cinque gruppi e ha scoperto che per ogni tipo di suono corrisponde un atteggiamento. Ad esempio quando le coppie viaggiano, usano un suono matematico, emesso in maniera simmetrica, cosa che invece non fanno quando si riposano o mangiano. Inoltre la Hawkins ha individuato un fischio che i delfini usano quando cavalcano le onde, riconducibile probabilmente ad un'espressione di euforia, come quelle dei bambini.

 "E' troppo presto - ha detto la ricercatrice - per capire se si dicono cose del tipo: 'dai sbrigati' oppure 'c'é del cibo li", ma è possibile che funzioni più o meno così. La loro comunicazione è molto più difficile di quello che credessimo". 


 
Eulalia corre, salta, vola. Va di fretta, rimbalzando come la pallina di un flipper tra mura di residenze storiche, angoli di quartieri alla moda, case di periferia. Rotola in salita, verso gli abitanti delle montagne, e poi scende, fino alla gente di mare.

A tutti, grandi e piccini, porta un mazzetto di alghe: lo porge con un sorriso, incurante degli sguardi increduli e perplessi, e poi riparte, alla volta di una metropoli o di una frazione di collina. Eulalia viaggia ai Poli e attraversa le fasce tropicali, rimbalza sulla linea dell’equatore e si spinge sopra ai crateri e sulle isole oceaniche.

E’ a buon punto: tra non molto avra’ terminato le consegne, e finalmente potra’ ripartire per lo spazio profondo, sperando che gli esseri umani comprendano il messaggio. Non e’ facile: per quanto chiaramente parli, Eulalia ha la netta sensazione che gli umani proprio non capiscano, eppure non demorde; prima o poi, qualche bipede avra’ un guizzo inaspettato dì’intelligenza, e tutto apparira’ in tutta la sua disarmante chiarezza.

 
Nel frattempo, volando verso Andromeda, Eulalia salutera’ la Terra con un cenno della mano,  sognando di tornare presto, e ritrovare una umanita’ migliore.

"So Long, and Thanks for All the Fish."
giovedì, 06 dicembre 2007

Eulalia e la polvere bianca

DOCU-FILM SULLA COCAINA, "UNA SFIDA FORTE"

ROMA - Un docu-film come Cocaina "rappresenta per la rete una sfida forte, un modo di fare tv moderno e contemporaneo per raccontare la realtà". L'ha detto Paolo Ruffini, direttore di Raitre, al termine della proiezione in anteprima alla casa del Cinema, ieri sera, del documentario shock di Roberto Burchielli e Mauro Parissone, in onda domenica prossima sulla terza rete Rai alle 21:30.

Ruffini, per rispondere alle polemiche già nate sul film (Maurizio Gasparri di An ha chiesto la sospensione degli spot che lo pubblicizzano), parla della qualità e del valore sociale della pellicola: "Mostra cose che sono sotto gli occhi di tutti, ma di cui non ci accorgiamo - spiega - per farle conoscere, c'è uno sforzo forte di linguaggi, che i due autori porteranno anche nei prossimi cinque film che stanno realizzando per la rete. Tra gennaio e febbraio dovrebbero andare in onda quelli dedicati ai temi della sicurezza (dall'emergenza rumeni ai pericoli in città, ndr) e della violenza sulle donne, mentre all'inizio dell'estate ne trasmetteremo altri due, fra cui probabilmente uno sulla guerra in Iraq". Per Mauro Parissone l'obiettivo più importante raggiunto dal film "è aver rovesciato l'immagine della Milano da bere degli anni '80, quella dei ricchi, famosi e potenti, fra cui la cocaina scorreva sotterraneamente.

Da allora al nord, la cocaina da droga del potere è diventata la droga per tutti. E' usata per divertirsi, ma anche da chi lavora, come operai, commesse, camionisti, manovali cottimisti, per lavorare di più". Il film, realizzato in due mesi nel capoluogo lombardo e nella provincia di Brescia, alterna la cronaca delle lunghissime notti di lavoro dell'ispettore Angelo Langè della squadra mobile di Milano, che in borghese con i suoi uomini va a caccia dei tantissimi spacciatori che vendono in città alle testimonianze di tre operai che si fanno di 'bamba' soprattutto per lavorare senza farsi fermare dalla stanchezza.

 "L'input per indagare in questo senso - dice Burchielli - c'è venuto da un articolo di Paolo Berizzi su Repubblica. Chi usa la cocaina ne parla senza problemi ma c'è voluto più tempo per trovare tre operai che accettassero di drogarsi davanti alla telecamera. Abbiamo dovuto conquistare la loro fiducia". A proposito del vero eroe buono del documentario, l'Ispettore Langè, efficientissimo e ironico, capace sempre di stabilire sempre un contatto umano con gli arrestati e soprattutto con i clienti fermati nelle operazioni (dallo studente di legge all'industriale che a comprare la droga ci va con il figlio di pochi anni) Parissone e Burchielli dicono che "non è un'eccezione. Nella Polizia di Napoli abbiamo incontrato professionisti ugualmente bravi. Oggi i poliziotti sono cambiati, svolgono più compiti insieme".

I due autori spiegano di essere rimasti colpiti soprattutto dai volumi di polvere bianca "praticamente infiniti" che circolano: "A Milano, secondo i dati dell'istituto Mario Negri ogni giorno si consumano 120000 dosi che diventano 240000 nel weekend". Per Parissone "chi usa la cocaina non vuole allontanarsi dalla società. Vuole emulare i personaggi reputati 'fighi'. L'immagine di vita che ne esce è di estrema durezza e tristezza".

Oggi Eulalia non puo' salvare il mondo:  e' stanca, e non volendo sniffare strane polveri colorate per aumentare il proprio rendimento, ha deciso di riposare per qualche giorno.

Eulalia non si e' mai drogata, percio' non puo' parlare del fenomeno con cognizione di causa, e non essendo ancora andato in onda il film, non puo' nemmeno avere informazioni dettagliate sull' argomento, ma si chiede se tutto questo fenomeno di intossicazione collettiva sia normale.

Si chiede anche cosa ne pensino i lettori del Blog, che sono attenti spettatori del mondo e delle cose. Qualcuno spieghi a Eulalia cosa sta succedendo, per favore.

Intanto Eulalia andra' a fare una passeggiata in giardino, sniffando orchidee, rose e glicini, e giocando tra polveri e coriandoli di ogni forma e colore, in compagnia delle altre fate. 

 

giovedì, 29 novembre 2007

Eulalia e il lupo

SINCOPE CANI SI CURA CON PACEMAKER
A Varese clinica usa impianto contro la bradiaritmia
MILANO, 28 NOV - I sintomi della sincope che colpisce i cani si possono curare. Come? Impiantando un pacemaker. E vicino Varese, a Samarate, c'e' una clinica veterinaria dove vengono impiantati i pacemaker che pongono rimedio alle bradiaritmie, che nel cane sono le cause aritmiche all'origine della sincope, cioe' della perdita globale di coscienza. Le razze Schnauzer nano e West High Land Terrier sono le piu' colpite da questa malattia.
 
SPAGNA: SI RIAPRE LA CACCIA AL LUPO
Dopo 20 anni di protezionismo torna il rischio estinzione
 
MADRID, 27 NOV - Si riapre la caccia al lupo nella regione spagnola di Castilla y Leon. La Commissione Europea, d'accordo col ministero spagnolo dell'ambiente, ha dato la sua approvazione. La decisione, secondo gli ambientalisti, pone fine a venti anni di protezionismo. La caccia e' stata riaperta in una regione chiave per la sopravvivenza del lupo proprio quando il lupo cominciava a riprendersi dopo decenni di quasi scomparsa.

Eulalia, che stava ululando alla luna, scuote la testa, disapprovando: com' e’ possibile che sul martoriato pianeta degli umani, alcuni canidi vengano curati con amore, mentre altri finiscono trucidati per divertimento?
Eppure accade, e continuera’ ad accadere, di questo Eulalia e’ consapevole: la cosa le provoca rabbia e dolore. Inutilmente, pero’: per il momento, non puo’ intervenire.
 
Eulalia e’ pronta a volare in Spagna per parlare con i lupi: consigliera’ loro di nascondersi e travestirsi da barboncini nani. O da tappeti persiani, se necessario: tutto e' lecito per sfuggire alla barbarie degli uomini.


 
I lupi resteranno nascosti nelle caverne e nei libri di fiabe,  fino a quando l’umanita’ non decidera’ di rinunciare alla propria schizofrenia zoologica, ammesso e non concesso che questo possa avvenire: gli uomini tendono ad infierire sui piu’ deboli e sugli indifesi, indipendentemente dalla specie di appartenenza.

I lupi pagano colpe di altri, perseguitati senza motivo in un mondo in cui i cacciatori sleali sparano con la mitraglia e le pecore, prodotte in serie, non fanno addormentare nemmeno gli androidi.
Da animali nobili, quali sono, non si sono piegati alla medaglietta di metallo, al cappottino griffato e al guinzaglio pieno di strass.

Si sono rifiutati di farsi fotografare mentre occhieggiano bamboleggianti dalla borsetta dell’ ereditiera di turno, non hanno accettato di farsi acconciare come siepi, ne’ si sono esibiti con pellicce rosa antico, azzurro polvere o verde tundra mutate chimicamente dal coiffeur, in un ardito accostamento cromatico destinato ad enfatizzare le curatissime chiome della proprietaria, o i tendaggi nuovi della sua casa elegante.
 
Eulalia sa che rifiutare di farsi mettere collare e guinzaglio e’ molto pericoloso: lei stessa ha imparato che la liberta’, quasi sempre, si paga a caro prezzo.


 
mercoledì, 14 novembre 2007

Eulalia e la scimmietta

Scimmie scioperano se "pagate" poco
Rifiutano di lavorare se i loro vicini sono premiati di piu'
 
ROMA, 13 NOV - Secondo uno studio anche le scimmie scioperano rifiutando di lavorare se vedono che i vicini di gabbia sono premiati piu' di loro.
In Usa scienziati hanno fatto un esperimento su tredici scimmie cappuccine, che dovevano dare un gettone in cambio di una ricompensa come un pezzetto di cetriolo o un piu' apprezzato chicco d'uva.

Le scimmie eseguivano l'ordine solo se la ricompensa era uguale per tutte. Se veniva dato il premio piu' gradito solo ad alcune, le altre smettevano il lavoro.

 
Eulalia e’ in sciopero.

Ha scoperto che i suoi colleghi supereroi ricevono premi, onori e tutine multicolori da indossare in ogni occasione: perfino mentre salvano il mondo.


Eulalia vuole un vestito arcobaleno, una bacchetta magica con la stellina e una vernice brillante con cui ridipingere l’astronave.
 
venerdì, 09 novembre 2007

Eulalia e l'ossitocitina

ROMA, 7 NOV - Avarizia si puo' curare con ormone
Dimostrato l'aumento della generosita' grazie all'ossitocina
Il neuroscienziato Paul Zak ha scoperto l'"ormone della generosita": l'iniezione della molecola ossitocina rende piu' generosi. Nel 2005 Zak pubblicava su Nature la scoperta che l'ossitocina e' l'ormone che infonde fiducia nel prossimo, com'era d'aspettarsi visto il forte ruolo dell'ormone nel regolare l'attaccamento madre-figlio. L'esperto poi si e' concentrato sull'effetto rispetto al denaro e ha notato che i volontari diventavano molto piu' generosi offrendo l'80% di denaro.
 
Eulalia e’ soddisfatta. Ha armeggiato con alambicchi e provette per settimane, e finalmente ci e’ riuscita: agita il contenitore in cui ha appena versato un estratto color ciclamino, e poi agita.
Un minuto dopo, un liquido rosa confetto fa bella mostra di sé in un’ampolla di vetro.
 
Nel grande magazzino c’e’ troppa gente: si avvicina il Natale e chi ha potuto approfittare del sabato libero per anticipare l’acquisto dei regali, ora si accalca alla cassa, carico di guanti di lana a righe rosse e blu, profumi, cravatte di dubbio gusto, pupazzi dagli occhi troppo grandi e orologi di plastica colorata.

Eulalia, grande come un topolino, si arrampica, non vista, fin sopra a uno scaffale pieno di telefonini e da li’ prepara gli agguati: ha riempito uno spruzzatore con cui annaffia di ossitocitina rosa tutti quelli che le capitano a tiro, sparendo dietro a una colonna non appena riesce a mettere a segno un colpo.
 
Il primo a cadere e’ un bambino viziato: due minuti dopo lo spruzzo, rinuncia al sessantesimo gioco per la playstation e regala il proprio game-boy al fratellino con cui aveva litigato fino a un minuto prima.
Poi e’ la volta di una donna elegante, che lascia a meta’ lo shopping per correre a far compagnia alla vecchia zia della cui esistenza si era quasi dimenticata.
 
Il manager brizzolato, una volta rientrato nel proprio attico, impiega il resto del fine settimana studiando il modo di assegnare un aumento di stipendio a tutti suoi sottoposti, rinunciando alla stock option milionaria con cui e’ abituato ad auto-gratificarsi ogni fine anno.

Un avaro decide di fare una ingente donazione a un ente di beneficenza; due teppisti, tornando a casa, lasciano il posto sull’autobus alle persone anziane e la studentessa universitaria con la giacca firmata si impegna a rinunciare all’ aperitivo quasi giornaliero nel locale trendy per fare volontariato tra i disabili.
 
Arriva l’ora di chiusura: Eulalia da’ un’ultima spruzzata a uno strozzino, che si ravvede all’istante, poi esce di soppiatto.


 
Soddisfatta del risultato dell’ esperimento, Eulalia torna nel laboratorio e si mette all’opera per produrre litri, ettolitri, oceani interi di liquido rosa: prossimamente lo mettera’ negli impianti di aerazione degli aeroporti, nei tunnel delle metropolitane, nei parlamenti, negli stadi, nei treni, nelle scuole, e poi in fabbriche, uffici, tribunali, prigioni, case, ospedali e citta’.
 
Ci sara’ liquido rosa su politici, amministratori delegati, criminali, poliziotti, madri iper-protettive, figlie ambiziose, mariti possessivi ed uomini fedifraghi.
Fiumi rosa scorreranno su ricchi e meno ricchi, su individui egoisti, pigri, gretti, meschini ed egocentrici.
 
Piu’ avanti, Eulalia  costruira’ enormi aerei cisterna, in grado di spargere l’elisir di ossitocitina su tutto il mondo, conosciuto e non.
E se non bastera’, lo fara’ un’altra volta, e una volta ancora, finche’ sara’ necessario.

Perche’ il mondo ha davvero bisogno di un liquido rosa.

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