Eulalia e' in perenne movimento .
Sospesa tra il mondo degli uomini e quello delle creature ultraterrene, viaggia nel piano della natura e in quello del fantastico.
Tra lo spazio profondo e gli abissi dell'anima, danza nelle notti di luna calante, tenendo in mano la torcia perenne della passione e del destino, e sebbene una gelida coltre bianca copra la terra e i sogni, Eulalia, novella Ecate, procede a passo spedito, con sicurezza.
Eulalia e' viva.
DOCU-FILM SULLA COCAINA, "UNA SFIDA FORTE"
ROMA - Un docu-film come Cocaina "rappresenta per la rete una sfida forte, un modo di fare tv moderno e contemporaneo per raccontare la realtà". L'ha detto Paolo Ruffini, direttore di Raitre, al termine della proiezione in anteprima alla casa del Cinema, ieri sera, del documentario shock di Roberto Burchielli e Mauro Parissone, in onda domenica prossima sulla terza rete Rai alle 21:30.
Ruffini, per rispondere alle polemiche già nate sul film (Maurizio Gasparri di An ha chiesto la sospensione degli spot che lo pubblicizzano), parla della qualità e del valore sociale della pellicola: "Mostra cose che sono sotto gli occhi di tutti, ma di cui non ci accorgiamo - spiega - per farle conoscere, c'è uno sforzo forte di linguaggi, che i due autori porteranno anche nei prossimi cinque film che stanno realizzando per la rete. Tra gennaio e febbraio dovrebbero andare in onda quelli dedicati ai temi della sicurezza (dall'emergenza rumeni ai pericoli in città, ndr) e della violenza sulle donne, mentre all'inizio dell'estate ne trasmetteremo altri due, fra cui probabilmente uno sulla guerra in Iraq". Per Mauro Parissone l'obiettivo più importante raggiunto dal film "è aver rovesciato l'immagine della Milano da bere degli anni '80, quella dei ricchi, famosi e potenti, fra cui la cocaina scorreva sotterraneamente.
Da allora al nord, la cocaina da droga del potere è diventata la droga per tutti. E' usata per divertirsi, ma anche da chi lavora, come operai, commesse, camionisti, manovali cottimisti, per lavorare di più". Il film, realizzato in due mesi nel capoluogo lombardo e nella provincia di Brescia, alterna la cronaca delle lunghissime notti di lavoro dell'ispettore Angelo Langè della squadra mobile di Milano, che in borghese con i suoi uomini va a caccia dei tantissimi spacciatori che vendono in città alle testimonianze di tre operai che si fanno di 'bamba' soprattutto per lavorare senza farsi fermare dalla stanchezza.
"L'input per indagare in questo senso - dice Burchielli - c'è venuto da un articolo di Paolo Berizzi su Repubblica. Chi usa la cocaina ne parla senza problemi ma c'è voluto più tempo per trovare tre operai che accettassero di drogarsi davanti alla telecamera. Abbiamo dovuto conquistare la loro fiducia". A proposito del vero eroe buono del documentario, l'Ispettore Langè, efficientissimo e ironico, capace sempre di stabilire sempre un contatto umano con gli arrestati e soprattutto con i clienti fermati nelle operazioni (dallo studente di legge all'industriale che a comprare la droga ci va con il figlio di pochi anni) Parissone e Burchielli dicono che "non è un'eccezione. Nella Polizia di Napoli abbiamo incontrato professionisti ugualmente bravi. Oggi i poliziotti sono cambiati, svolgono più compiti insieme".
I due autori spiegano di essere rimasti colpiti soprattutto dai volumi di polvere bianca "praticamente infiniti" che circolano: "A Milano, secondo i dati dell'istituto Mario Negri ogni giorno si consumano 120000 dosi che diventano 240000 nel weekend". Per Parissone "chi usa la cocaina non vuole allontanarsi dalla società. Vuole emulare i personaggi reputati 'fighi'. L'immagine di vita che ne esce è di estrema durezza e tristezza".
Oggi Eulalia non puo' salvare il mondo: e' stanca, e non volendo sniffare strane polveri colorate per aumentare il proprio rendimento, ha deciso di riposare per qualche giorno.
Eulalia non si e' mai drogata, percio' non puo' parlare del fenomeno con cognizione di causa, e non essendo ancora andato in onda il film, non puo' nemmeno avere informazioni dettagliate sull' argomento, ma si chiede se tutto questo fenomeno di intossicazione collettiva sia normale.
Si chiede anche cosa ne pensino i lettori del Blog, che sono attenti spettatori del mondo e delle cose. Qualcuno spieghi a Eulalia cosa sta succedendo, per favore.
Intanto Eulalia andra' a fare una passeggiata in giardino, sniffando orchidee, rose e glicini, e giocando tra polveri e coriandoli di ogni forma e colore, in compagnia delle altre fate.
12 Febbraio - S. Eulalia
Eulalia Deriva dal nome greco, solo maschile, Eulalios, latinizzato nelle forme Eulalius ed Eulalia. Deriva dalle radici greche "eu", buono, e "lalein", parlare".
Il 12 febbraio è il 43° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 322 giorni alla fine dell'anno (323 negli anni bisestili).
Il 12 Febbraio si celebrava Fornacalia.
Fornacalia era una festa della religione romana dedicata ai forni per cuocere il pane, la cui dea Fornace era custode del buon funzionamento del forno per il pane. Il culto fu introdotto da Numa Pompilio. Durante le Fornacalia veniva offerta alla dea la mola salsa (chicchi di farro abbrustoliti e pestati in un mortaio).
Il 12 Febbraio e' il secondo giorno dedicato ai Mani Familiari
Il 12 Febbraio si festeggia Santa Eulalia Martire Questa giovanissima martire spagnola, che nei mosaici di S. Apollinare Nuovo di Ravenna viene raffigurata tra altre due martiri adolescenti, Agnese e Cecilia, pare sia tutt'una persona con le due sante di nome Eulalia, che il Martirologio Romano commemora al 12 febbraio e al 10 dicembre.
La prima, venerata a Barcellona, avrebbe subìto il martirio sotto Diocleziano (284-305), la seconda, martire a Mérida, durante la tetrarchia (Massimiano, Costanzo, Diocleziano, Galerio), dal 292 al 305. Ma allo stato attuale degli studi agiogràfici pare si tratti di una sola identica santa, e lo sdoppiamento sarebbe dovuto a due differenti racconti del loro martirio. La Passione dell'Eulalia di Barcellona non è certo anteriore al VII secolo ed è abbastanza evidente la sua ispirazione alla Passione dell'Eulalia di Mérida, che a sua volta deriva dal terzo inno del Peristephanon che il poeta Prudenzio scrisse verso il 405 in onore della martire spagnola. Secondo la descrizione di Prudenzio, Eulalia è una ragazza di appena tredici anni quando il padre, per sottrarla ai pericoli della persecuzione anticristiana, la porta lontano dalla città di Mérida, affidandola a una famiglia amica in campagna. Eulalia nutre in cuore la segreta speranza di essere annoverata tra coloro che hanno meritato la palma del martirio. Fugge nottetempo dal villaggio e si presenta al giudice di Mérida. Anelante e vinta dalla fatica del lungo viaggio, timida e audace allo stesso tempo, proferisce una sola parola: « Credo! ». Ben più loquace è l'Eulalia di Barcellona, la quale sommerge il prefetto Daziano di rimproveri per la persecuzione che ha avviato. È la sua professione di fede in Cristo. Il magistrato è mosso a compassione e per risparmiare quella giovane vita fa un vano tentativo di convincerla alla idolatria. Poi cerca di piegarne la insospettata fermezza con la tortura. Le punte aguzze che si conficcano nelle tenere carni non lasciano il segno dell'indicibile dolore. Cinto di fiaccole ardenti, il corpo della tredicenne Eulalia si consuma come una vittima sacrificale posta sul rogo. Nel momento in cui la coraggiosa martire reclina il capo, una candida colomba esce dalla sua bocca e sale in alto nel cielo gonfio di grigie nuvole. Poi soffici batuffoli di neve cadono dall'alto a coprire il corpo straziato e annerito della martire.
Eulalia chiude il libro delle notizie inutili, e ride. Se questo giorno dev’essere speciale, che lo sia. Lo sia per il cielo non piu’ grigio, per una giornata passata a cercare viole nel bosco o a stendersi davanti al camino con la persona del cuore. Eulalia sa che questo 12 Febbraio non potra’ esser molto diverso da tutti gli altri giorni, che si susseguono grigi e frettolosi, e sospira. Arrivera’ un altro 12 febbraio, ed Eulalia potra' volare, tra mille fiocchi di neve, senza preoccuparsi di forni, martiri e santi.

E’ bello essere vivi, ed Eulalia, felice, mette via la bacchetta magica e se ne va.