venerdì, 24 aprile 2009

Eulalia e lo splendido giardino V

Esercizio di stile di molem

http://agitat.splinder.com/

La mia storia inizia in questo splendido giardino di nebbia.
Una nebbia fitta e molto densa, di quelle che evocano antiche immagini surreali e fiabesche.
Un arcaico mondo d'altri tempi in cui sembrano intravedersi nella foschia che lievemente vela, gigantesche sagome di imponenti edifici simili a vecchi e misteriosi castelli.
Poi la nebbia attorno al giardino piano piano si dirada e l'immaginazione cede lentamente il passo alla realtà di occhi moderni che riconoscono, al posto della pietrosa fortezza, una moderna biblioteca circondata non da vecchi cavalli, ma da moderni motorini ed una scintillante bicicletta che si rispecchia nei sempre meno timidi raggi di sole che perforano il fosco velo.
L'aria umida e fresca cede lentamente il passo ad una palla di fuoco che sembra voler incenerire il giardino nel quale mi trovo.
D'improvviso vi è già un torrido caldo quasi afoso, di quelli che portano la mente a giochi d'acqua in qualche affollata piscina piena di persone rosse come gamberi indossanti il costume da bagno che rispetta rigorosamente la moda del momento.
Le lancette dormienti del mio orologio si sono svegliate, ed ora corrono impietose.
Mi sveglio di soprassalto dai mie pensieri e lascio il dolce giardino in direzione della stazione ferroviaria, per prendere il cavallo di ferro che mi riporterà a casa.
Mentre cammino con passo spedito verso la meta, vedo gente che mangia avidamente grossi gelati e sorseggia gigantesche granite piene di ghiaccio in grossi bicchieri di plastica.
Senza quasi rendermene conto, torno con la mente ad una caldissima estate in cui sorseggiavo piacevolmente una limonata sotto ad un salice assieme ai miei genitori.
Torno ad un passato un pochino più recente di quello dei castelli ma senza dubbio molto vecchio;
un tempo in cui mia nonna mi offriva sempre una deliziosa fetta di torta di mele e nel quartiere si poteva ascoltare la musica proveniente da vecchi dischi suonati dal grammofono di un vicino della nonna.
Mi ritrovo sul treno con la mente ed il cuore colmi di bei ricordi.
La carrozza è quasi deserta ed io sono comodamente seduto sulla poltrona.
Appoggio la testa allo schienale, chiudo gli occhi e.... tra il mondo dei sogni ad occhi aperti e quello ad occhi chiusi non c'è più nessuna barriera.

lunedì, 20 aprile 2009

Eulalia e lo splendido giardino

La mia storia inizia in questo splendido giardino.
 
Non e’ un giardino qualsiasi: e’ il mio giardino, un luogo tanto bello quanto caldo.
Fiori ovunque, e' vero, ma a parte le spendide rose, i gigli, le violette e gli esuberanti tulipani, non c'e' altro.
 
Non un albero, non un arbusto piu' alto del ginocchio, non un rampicante sagomato ad arte.
Ed e' cosi' che da piu' di due ore cammino per i vialetti di ghiaia bianca, ammirando una dalia, interrogandomi sul segreto dei narcisi e sperando, inutilmente, di trovare un po' d'ombra.
 
Ho caldo e molta sete.
Vorrei qualcosa di fresco, anzi, ghiacciato: una bella limonata.
Ma non uno di quei bicchieri che ti vendono i ragazzini agli angoli delle strade: io ne vorrei una intera caraffa.
Anzi, una damigiana.
No, veramente, mi berrei una intera limonaia spremuta in bicchieri enormi, e dentro ci metterei dei cubetti di ghiaccio grandi come iceberg. Ecco cosa farei.
 
E invece, giro e rigiro per i vialetti, finche' mi sembra che siano i vialetti a girare, e poi che il mondo intero giri intorno a me. Allora piego le gambe e mi siedo, o meglio, sono le mie gambe a decidere di non reggermi piu', e nel tempo di un respiro finisco lungo disteso su un letto di ciclamini.

 
 
Come e' bello il cielo visto da questa prospettiva: stranamente, non ci avevo mai pensato.
Non ci pensavo di certo, quando stamattina ho preso il treno, ne' quando sono arrivato in stazione, e nemmeno quando ho preso quella bicicletta verde appoggiata contro il muro, per venire fin qui, nel mio castello.
 
 
Ho ereditato tutto: titolo nobiliare, mura secolari, arredi storici, tappeti, arazzi, biblioteca, quadri, vasi, argenteria e questo splendido giardino.
 
Ma ora fa troppo caldo, e non m'importa delle armature, delle scuderie, della torre ovest, ne' del ponte levatoio: tutto quello che vorrei e' una bella piscina, un costume da bagno, e un trampolino per tuffarmi nel blu.
 
Oppure vorrei un bel melo, proprio qui sopra, a farmi ombra, cosi' starei al fresco, e tra un paio di mesi potrei chiedere alla cuoca di preparare la torta di mele.
Si', quella torta la potrei mangiare nella sala da ballo, dove ovviamente darei delle feste memorabili, e la gente danzerebbe al suono dell'orchestra.
 
 
E un giorno, per ridere, prenderei quel grammofono che troneggia in mezzo allo studiolo, e dopo aver scelto tra la pila di vecchi dischi un bel valzer, mi metterei a ballare da solo, nel mio salone decorato a festa: come mi invidiebbero i vicini!
 
 
E quanto gia’ m’invidiano, ora che sono diventato Conte.
Ecco, gia' li vedo, corrermi incontro a chiedere chi una grazia, chi un favore, chi la mia protezione.
Come corrono veloci! Ecco che arrivano, tutti vestiti di bianco.
 
 
 
E quando mi caricano sulla barella rispondo che sto benissimo, davvero non potrei stare meglio, e che dall'alto della mia scranna daro' loro udienza, quando fara' meno caldo.
 
 
Esercizio di stile: scrivere un racconto di tre minuti.
 
Incipit d'obbligo: "La mia storia inizia in questo splendido giardino"
 
Elementi d'obbligo:
Castello
Stazione
Piscina e costume da bagno
Biblioteca
Limonaia, bicchieri e ghiaccio
Torta di mele
Bicicletta
Grammofono e vecchi dischi
 
Eulalia invita tutti gli amici del Blog a partecipare all'esercizio scrivendo un racconto, che Eulalia sara' lieta di pubblicare e segnalare. 

 


martedì, 06 gennaio 2009

Eulalia e il nuovo anno

Eulalia e' in perenne movimento .

Sospesa tra il mondo degli uomini e quello delle creature ultraterrene, viaggia nel piano della natura e in quello del fantastico.

Tra lo spazio profondo e gli abissi dell'anima, danza nelle notti di luna calante, tenendo in mano la torcia perenne della passione e del destino, e sebbene una gelida coltre bianca copra la terra e i sogni, Eulalia, novella Ecate, procede a passo spedito, con sicurezza.

 

Eulalia e' viva.

 

venerdì, 03 ottobre 2008

Eulalia e il treno in corsa

Ci sono persone la cui vita e’ un treno in corsa: partono, prendono velocita’ e viaggiano decise.
Sebbene non sempre si conosca la destinazione del viaggio, e talvolta non si riesca nemmeno a stabilire la direzione precisa in cui stanno andando, il loro procedere lungo binari dritti e lucidi trasmette una sensazione di forza e sicurezza non comuni, e, per questo, piena di fascino.
 
Queste persone possono avere due tipi di amici: quelli che corrono paralleli ai binari e saltano a bordo per condividere il viaggio, e quelli che si aspettano che il treno spenga i motori e il conducente si dedichi completamente a loro.

 
Eulalia appartiene alla prima categoria: per lei l’amicizia e’ fatta di condivisione, partecipazione e solidarieta’, percio’, quando incontra una persona lanciata come una locomotiva, non si aspetta che questa lasci ogni occupazione per dedicarsi a lei.
 
Certo, una pausa ogni tanto e’ salutare, ed Eulalia gioisce dei momenti che le vengono dedicati: l’attenzione esclusiva di una persona cara, il sentirsi al centro del suo universo, sono sensazioni impagabili che la riportano a momenti lontani, quando tutto sembrava piu’ semplice e chiudere gli occhi, isolandosi dal mondo circostante per assaporare un gelato alla vaniglia, era un’esperienza quasi ultraterrena.
 
Tuttavia, conscia dei limiti posti da una societa’ in cui il tempo libero a disposizione e’ il vero indicatore di ricchezza delle persone, accetta di buon grado di farsi trascinare in tourbillon di spostamenti, cene, uscite al cinema, incontri, attivita’ piu’ o meno ricreative, varie ed eventuali.
 
Lo fa con la leggerezza che le e’ propria : il peso di Eulalia in una casa e’ quello di una farfalla che si posa sui mobili senza appesantirli: apre le ali mostrando i propri colori, ma occupa lo spazio di un francobollo.
 
Le piace inserirsi nella quotidianita’ delle persone, anche quando questo comporta risvegli anticipati, notti passate in letti troppo piccoli o case troppo fredde, veglie prolungate, compagnie ingombranti e chiassose, pasti nella migliore delle ipotesi creativi e spostamenti impegnativi.
 
Non le importa del contorno.
Eulalia bada alla sostanza, ed accetta le persone per quel che sono; non pretende di stravolgerne le abitudini, ne’ di monopolizzarne la vita, anche se, a dire il vero, qualche volta ne ha la tentazione: le capita con la gente che vede di rado, e con la quale vorrebbe scambiare una scorta di energia ed affetto, da conservare per i tempi di carestia.



 

Eulalia partecipa fino in fondo alla vita degli altri: lo fa come e quando le e’ possibile, ma con la determinazione di chi vuole restare sul treno fino al capolinea: un po’ per fedelta’, un po’ perche’ e’ sempre curiosa di sapere come vanno a finire le storie.
 
Ora Eulalia e’ ferma alla stazione. Passano troppi treni, e lei non sa bene quale prendere.
Alla fine qualcuno decidera’: sara’ il destino, o il cuore di Eulalia, o forse il vento che spira da Nord.


Salira’ sulla prima carrozza e restera’ col naso incollato al finestrino per guardare il paesaggio e, quando sara’ il momento, portera’ un fiore al macchinista.
venerdì, 18 luglio 2008

Eulalia e la materia dei sogni


Di cosa sono fatti i sogni?


Fiocchi di nuvole rosa che s’alzano oltre l’orizzonte degli eventi, o fauni mostruosi, appostati nel buio a cavallo delle ore notturne?


Bianche falene sospese nel tempo, o raggi di luna spezzati dai pini?





Su questo Eulalia s’interroga, dopo una notte insonne, davanti ad uno specchio vuoto.

Ma per risposta, ode soltanto l'eco sottile della propria voce.



lunedì, 07 luglio 2008

Eulalia e la calvizie

ROMA, 5 LUG - Sole, mare, casco e lavaggi frequenti non hanno alcun ruolo nella caduta dei capelli: la principale causa e' legata allo stress. Per gli uomini si tratta soprattutto delle preoccupazioni legate al lavoro e ai soldi, per le donne delle pene d'amore.

Non hanno dubbi gli oltre 300 tricologi riuniti a Genova per il congresso annuale della European Hair Research Society. A giocare un ruolo determinante nella comparsa del fenomeno e' l'insieme degli stress e la loro alta frequenza.


 
Eulalia vaga senza meta nella citta’ perduta.
Ai bordi di una fontana, la gente cerca il proprio riflesso nell’ acqua, sperando in una risposta clemente.


Lo specchio liquido rimanda riflessi di crani lucidi: palle da biliardo su cui labbra sottili e curvate all’ ingiu’ non disegnano sorrisi da troppo tempo. L’ acqua riflette immagini di teste glabre, con due teste di spillo al posto degli occhi: piu’ che sufficienti per consentire una visione, seppure riduttiva ed incolore, di un mondo circostante che e’ fatto di lamiere, bitume ed automobili.


Nelle vetrine, le donne cercano di rivedere il proprio volto, ma non ricevono che immagini di abiti tropo corti e scarpe rosse dai tacchi vertiginosi.
Allora aprono le borsette, evitano accuratamente i fazzoletti, le agende elettroniche ed il rossetto, e afferrano il guscio d’ostrica sintetica che racchiude lo specchietto da trucco.

Si guardano, e non riescono a celare la delusione alla vista della calotta cranica liscia come un palloncino gonfio d’ elio, sotto la quale non si distingue nulla di definito: il naso, unico punto di riferimento, e’ ridotto a un paio di forellini piazzati tra gli occhi e il mento, e le orecchie, sorde ad ogni richiamo d’amore, sono nascoste chissa’ dove.
 
Eulalia, sfiancata dal caldo, siede al bordo del pozzo. Ha appena gettato un sassolino, che si e’ tuffato volentieri nell’acqua fresca e ora la saluta felice.
I cerchi concentrici della superficie si stanno diradando velocemente, ed Eulalia puo’ vedere nuovamente la propria immagine riflessa.
 
Intorno, la gente infelice la guarda con invidia e malizia, meditando di rasarle il cranio, come se la cosa potesse fornire una sorta di compensazione morale per la tristezza di una vita piatta e senza emozioni.
 
Eulalia scuote la chioma e, sorridendo, lascia le strade incolori piene di gente triste, tornando a divertirsi tra le violette e le nuvole rosa del tramonto.
 
venerdì, 13 giugno 2008

Eulalia e la polvere di stelle

 
 
Oggetto sconosciuto vicino shuttle
 
Lo hanno notato gli astronauti, forse pezzo di ghiaccio
(ANSA) - NEW YORK, 13 GIU - Gli astronauti dello Shuttle hanno notato un oggetto non identificato sulla scia del traghetto spaziale. Indagano ora sulla sua natura. Lo ha annunciato la Nasa.

L'oggetto e' stato avvistato dopo che il Discovery aveva acceso i motori: potrebbe trattarsi di un pezzo di ghiaccio. Gli astronauti hanno notato anche una ammaccatura sulla coda della navetta. Il Discovery ha oggi avviato le procedure per il rientro a terra previsto domani.




 
 
Eulalia plana dolcemente sulla superficie del lago.
Alghe, trote ed anatre mandarine l’accolgono con un applauso: il tempo del ritorno era ormai giunto ed Eulalia e’ rientrata appena in tempo per svolgere il proprio compito.


Con delicatezza, apre il sacco argentato di fronte al pubblico pennuto: una sottile polvere di stelle si libra nell’aria, sollevata da un refolo di vento.
E’ un piccolo, meraviglioso regalo degli spazi siderali: ovunque si posi, l’ impalpabile sostanza porta vita, forza, ed amore.


Eulalia non ha potuto portarne a sufficienza: giusto quanto basta per far felici i daini, le aquile e gli anemoni di mare.
Eulalia ha in programma altri, numerosi viaggi, e spera che gli umani non la intercettino, rovinando tutto.
Loro non sono ancora pronti a ricevere il dono celeste, ma sono piu’ che attrezzati per rovinare la vita agli esseri con cui dividono il pianeta.


Eulalia ha deciso di non pensarci: sparsa l’ultima manciata di polvere, rimette il sacco in spalla e riparte, in direzione dello spazio profondo.
venerdì, 30 maggio 2008

Eulalia e il supermercato dell' anima

Una prugna secca appassisce, come stanco e oscuro fiore, in un barattolo sullo scaffale.
Tra le corsie del supermercato, ormai vicino all’ ora di chiusura, risuona una musica insipida, che nessuno ascolta.

Nel banco frigo, le carote invendute parlano con le zucchine del tempo, della famiglia, e della prossima vacanza, mentre un cespo d’insalata si suicida per noia, lanciandosi nel sacco nero.
Il riso thailandese racconta i propri viaggi, le amicizie esotiche, la miseria dei campi; intanto le ali di pollo si lamentano della separazione dal resto del corpo: mal comune nel reparto macelleria.

Frattaglie sparse cantano in coro la canzone della vaschetta di polietilene: ogni salsiccia la conosce a memoria, e le braciole intonano, a turno, splendidi assoli in falsetto.
 
E’ bello vedere la panna liquida ondeggiare voluttuosa nel tetrapak: sembra una ballerina col tutu’ bianco, e i frollini fanno la fila per un giro di valzer con lei.
Panini, pagnotte e grissini fanno la corsa nei sacchi, e i salumi improvvisano un albero della cuccagna pieno di mortadelle, prosciutti e insaccati gustosi.

Liquori e bevande gassate brindano tra loro, e il pecorino sardo canta una nenia piena di malinconia.
La nostalgia attanaglia anche le caciotte toscane e il parmigiano, che vorrebbero tornare a casa.

Eulalia, in ritardo sulla tabella di marcia, compra dei ravanelli particolarmente allegri e si fa contagiare dal buonumore delle focaccine.

Paga il conto, esce, e non si avvede di un pacchetto di patatine che piange, da solo, in un angolo.
giovedì, 22 maggio 2008

Eulalia e la Stella Pigra

Astronomia: scoperta stella pigra
 
Brilla grazie ad aiuto della sua compagna
ROMA, 20 MAG - Esiste una stella cosi' pigra che non riesce a brillare da sola ma ha bisogno dell'aiuto della sua compagna. L'ha scoperta un gruppo italiano dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. La stella pigra appartiene a un sistema doppio, composto da due pulsar che emettono raggi X. Una delle due pulsar emette raggi X solo grazie all'aiuto della compagna che periodicamente la investe con un intenso flusso di particelle e le fornisce cosi' l'energia necessaria per brillare.
 
 



Eulalia si rigira nel letto.

E’ tardi, ma ancora la voglia d’alzarsi non e’ arrivata, ed Eulalia segue, senza riluttanza, il richiamo del cuscino a nuvola, del lenzuolo perlato e della sottile noia, giunta da tempo ad increspare, come onda leggera, l’oscuro oceano del mal di vivere, che la sua barca solca da settimane.

 
Oggi non e’ giornata di sole, d’erba appena tagliata, di fiori che s’aprono con gioia alla luce: il cielo e’ grigio, come l’anima; la gente che passa per strada fa un rumore stridente di rabbia, miseria e solitudine che Eulalia non vuole piu’ ascoltare.

Eulalia ha bisogno di riposo: sono lontani i momenti in cui col suo fulgore rischiarava il cielo notturno ed incantava gufi, streghe e lupi.


Dimenticati, da tempo, i voli tra le nuvole e gli uomini, lasciate alle spalle le imprese coraggiose e gli abbracci alle altre creature, Eulalia, dalle ali ripiegate, si nasconde sotto le coperte, sperando di ritrovare nei sogni l’ energia perduta: le stessa con cui, nelle notti piu’ fredde, toglieva gli uomini dall’inferno e li riscaldava con la propria luce avvolgente.


E mentre il monitor, nella stanza bianca, mostra con impietosa precisione la linea piatta dell’anima, Eulalia, in bilico tra il tubo dell’ endovena e la sponda del letto, attende un gesto rivelatore da parte della pulsar gemella.

venerdì, 25 aprile 2008

Eulalia e il cuore assassino

Post pubblicato su  Caffe' Letterario

 

SPOSA VEDOVA SUO DONATORE CUORE, POI SI UCCIDE COME LUI
WASHINGTON - Un uomo che dodici anni fa aveva subito un trapianto di cuore - e che poco più tardi aveva sposato la vedova del suo donatore - si è tolto la vita nello stesso modo della persona da cui aveva ricevuto l'organo.
E' accaduto a Vidalia, nel sud-ovest della Georgia. Sonny Graham, di 69 anni, si è ucciso nel giardino di casa con un colpo di pistola alla gola, proprio come aveva fatto Terry Cottle, il 33enne che gli donò il cuore nel 1996. In seguito al trapianto che gli ha permesso di sopravvivere, Graham aveva iniziato a scrivere una serie di lettere alla famiglia del suo donatore, arrivando a conoscere personalmente la moglie di Cottle - Cheryl - allora 28/enne. Tra i due è nata una relazione così intensa che nel 2004 - dopo che lui è andato in pensione - si sono sposati e sono andati a vivere a Vidalia. Qui l'uomo, per motivi che non stati accertati, ha deciso di togliersi la vita nello stesso modo in cui fece dodici anni prima il suo donatore. Rendendo vedova per la seconda volta la stessa donna.



 
Eulalia, dritta come un fuso, osserva le attività frenetiche che si svolgono in sala operatoria.
Il chirurgo ha appena terminato il lavoro: un cuore umano, che sembra pulsare in modo innaturale, viene rinchiuso in un contenitore blu.
Non c’e’ tempo da perdere: tra pochi minuti, nella stanza in fondo al corridoio, un cardiopatico in fin di vita ricevera’ il dono inaspettato della seconda opportunita’.


Tornera’ a sorridere, parlare, camminare, fare le scale.
Andra’ a lavorare di nuovo, tornera’ a  seguire gli spettacoli al cineforum, mangera’ le patatine fritte e il venerdi’ sera frequentera’ un corso di ballo: imparera’ a ballare il tango, come aveva sempre sognato, e finalmente, nel secondo quadrimestre di lezione, incontrera’ la donna dei propri sogni.


Dopo una vita di attese, amori sbagliati, rinunce, rimpianti e liti furibonde, che lo avevano portato all’ infarto piu’ di una volta, capira’ di aver trovato il vero amore, che avra’ il viso dolce e triste di una quarantenne: un volto segnato profondamente dalla vita e dal tempo, ma non ancora appassito.
L’amera’, come nessuno ha mai amato prima, non dormira’ di notte per mesi interi, consumato dai dubbi e dal timore, fino al giorno in cui trovera’ il coraggio di dichiararsi e impazzira’ dalla gioia, scoprendo di essere ricambiato.

Ci sara’ un matrimonio, in un bel giorno di primavera;  le campane suoneranno a festa e gli stessi parenti che avevano pianto piu’ di una volta al suo capezzale, sorrideranno e lo abbracceranno, lanciando riso e benedizioni.
Passeranno gli anni, uno dopo l’altro, in pace ed armonia in una bella casa lungo la riva del fiume, e i ricordi delle stanze d’ospedale, dei giorni della paura e della speranza, della solitudine e del dolore, si faranno, giorno dopo giorno, sempre piu’ sfuocati.

Un bel giorno d’estate, lui camminera’ fino  all’argine, scendera’ fino al limitare dell’acqua, guardera’ i pesci, che tutto sanno e nulla dicono, e all’improvviso comprendera’ ogni cosa.

Tornera’ a casa con passo leggero, attraversera’ la grande sala arredata in legno d’acero e mettera’ nuova legna nel camino, perche’ il fuoco non si spenga.
Andra’ in cantina, per mettere a posto le vecchie fotografie del matrimonio ed estrarra’ dalla scatola di legno le piu’ belle, per guardarle l’ennesima volta. Vedra’ se’ stesso, con dodici anni in meno sulle spalle, e ammirera’ la bellezza della moglie, cosi’ solare, nonostante la doppia vedovanza che ne aveva funestato la vita, prima del loro incontro.


Sorridera’, rimettera’ a posto le foto e da un’altra scatola, di latta rossa, prendera’ una pistola e se la puntera’ alla gola.
Un colpo soffocato risuonera’ tra la polvere e i vecchi elettrodomestici sparsi per la cantina: lui morira’, ma il suo cuore sara’ salvo, pronto per un uovo ospite.

Tutto questo accadra’ senz’ altro: e’ una promessa segreta, un impegno da mantenere ad ogni costo.

Eulalia, inorridita, cerca di afferrare la scatola blu dalle mani del paramedico, che si e’ gia’ avviato in direzione dell’ altra sala operatoria, ma qualcuno la trattiene.

Mentre Eulalia cerca di divincolarsi, il cuore assassino viaggia verso la nuova vittima, cantando, sottovoce, una canzone d’amore.
 
 

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Una brezza leggera tra le foglie. Un petalo di rosa. Un raggio di luna tra gli aghi di pino.

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