martedì, 06 gennaio 2009

Eulalia e il nuovo anno

Eulalia e' in perenne movimento .

Sospesa tra il mondo degli uomini e quello delle creature ultraterrene, viaggia nel piano della natura e in quello del fantastico.

Tra lo spazio profondo e gli abissi dell'anima, danza nelle notti di luna calante, tenendo in mano la torcia perenne della passione e del destino, e sebbene una gelida coltre bianca copra la terra e i sogni, Eulalia, novella Ecate, procede a passo spedito, con sicurezza.

 

Eulalia e' viva.

 

venerdì, 03 ottobre 2008

Eulalia e il treno in corsa

Ci sono persone la cui vita e’ un treno in corsa: partono, prendono velocita’ e viaggiano decise.
Sebbene non sempre si conosca la destinazione del viaggio, e talvolta non si riesca nemmeno a stabilire la direzione precisa in cui stanno andando, il loro procedere lungo binari dritti e lucidi trasmette una sensazione di forza e sicurezza non comuni, e, per questo, piena di fascino.
 
Queste persone possono avere due tipi di amici: quelli che corrono paralleli ai binari e saltano a bordo per condividere il viaggio, e quelli che si aspettano che il treno spenga i motori e il conducente si dedichi completamente a loro.

 
Eulalia appartiene alla prima categoria: per lei l’amicizia e’ fatta di condivisione, partecipazione e solidarieta’, percio’, quando incontra una persona lanciata come una locomotiva, non si aspetta che questa lasci ogni occupazione per dedicarsi a lei.
 
Certo, una pausa ogni tanto e’ salutare, ed Eulalia gioisce dei momenti che le vengono dedicati: l’attenzione esclusiva di una persona cara, il sentirsi al centro del suo universo, sono sensazioni impagabili che la riportano a momenti lontani, quando tutto sembrava piu’ semplice e chiudere gli occhi, isolandosi dal mondo circostante per assaporare un gelato alla vaniglia, era un’esperienza quasi ultraterrena.
 
Tuttavia, conscia dei limiti posti da una societa’ in cui il tempo libero a disposizione e’ il vero indicatore di ricchezza delle persone, accetta di buon grado di farsi trascinare in tourbillon di spostamenti, cene, uscite al cinema, incontri, attivita’ piu’ o meno ricreative, varie ed eventuali.
 
Lo fa con la leggerezza che le e’ propria : il peso di Eulalia in una casa e’ quello di una farfalla che si posa sui mobili senza appesantirli: apre le ali mostrando i propri colori, ma occupa lo spazio di un francobollo.
 
Le piace inserirsi nella quotidianita’ delle persone, anche quando questo comporta risvegli anticipati, notti passate in letti troppo piccoli o case troppo fredde, veglie prolungate, compagnie ingombranti e chiassose, pasti nella migliore delle ipotesi creativi e spostamenti impegnativi.
 
Non le importa del contorno.
Eulalia bada alla sostanza, ed accetta le persone per quel che sono; non pretende di stravolgerne le abitudini, ne’ di monopolizzarne la vita, anche se, a dire il vero, qualche volta ne ha la tentazione: le capita con la gente che vede di rado, e con la quale vorrebbe scambiare una scorta di energia ed affetto, da conservare per i tempi di carestia.



 

Eulalia partecipa fino in fondo alla vita degli altri: lo fa come e quando le e’ possibile, ma con la determinazione di chi vuole restare sul treno fino al capolinea: un po’ per fedelta’, un po’ perche’ e’ sempre curiosa di sapere come vanno a finire le storie.
 
Ora Eulalia e’ ferma alla stazione. Passano troppi treni, e lei non sa bene quale prendere.
Alla fine qualcuno decidera’: sara’ il destino, o il cuore di Eulalia, o forse il vento che spira da Nord.


Salira’ sulla prima carrozza e restera’ col naso incollato al finestrino per guardare il paesaggio e, quando sara’ il momento, portera’ un fiore al macchinista.
mercoledì, 13 giugno 2007

Eulalia e il pedofilo

SANGUINA VERDE, COME MR.SPOCK DI STAR TREK
LONDRA - Un uomo, come accadeva all'extraterrestre vulcaniano Mr. Spock in Star Trek, ha sanguinato verde: è accaduto in Canada, secondo quanto riferisce la rivista The Lancet. Il 42enne, hanno riferito i chirurghi che lo operavano, perdeva sangue che invece del tradizionale colore rosso scuro era nero-verdastro. Tuttavia, non si trattava di un improbabile alieno, ma semplicemente di una persona che soffre di emicrania, e il colore era dato dalle medicine che prende per curarsi. L'operazione al St. Paul's Hospital di Vancouver, per risolvere un problema circolatorio alla gamba, è in ogni caso andata a buon fine dopo cinque settimane il suo sangue è tornato al colore normale, finito l'effetto del farmaco. Il paziente aveva preso forti dosi giornaliere di un medicinale a base di sumatriptan, scrive The Lancet, pari a 200 milligrammi. Ciò ha causato una rara condizione sanguigna detta sulfemoglobinemia, quando lo zolfo viene incorporato nell'emoglobina, la molecola che trasporta l'ossigeno nei globuli rossi. In Star Trek, Spock aveva il sangue verde perché il sangue degli abitanti del pianeta Vulcano contiene come ossidante il rame e non il ferro, come accade negli esseri umani. 

 
Eulalia legge, sorridendo.
Possibile che gli umani non si accorgano di nulla?
Hanno tra loro degli alieni, e non li riconoscono.
 
Ma d’altro canto, gli umani coltivano mostri, come ravanelli, nell’ orto di casa. Tengono scheletri fuori dagli armadi, ritagliano autoritratti deformi per somigliare a qualcuno diverso da loro.
 
Gli alieni sono esseri pacifici, nella maggior parte dei casi; gli umani no: non riconoscono i mostri, nemmeno quando abitano a pochi metri da loro.

 
Di fronte a certe cose, i terrestri si meravigliano, si indignano, si sorprendono. Finche’ si tratta di stigmatizzare le devianze gia' note, condannando gli uomini marci dentro e brutti anche fuori, e’ tutto semplice.
 
Ma quando e’ il momento di togliere il velo da cio’ che si trova vicino a loro, gli umani, come le scimmiette, sono ciechi, sordi e muti.
 
E’ comprensibile che nessuno voglia veramente sapere quanto possano essere orrendi i propri simili, ma Eulalia si chiede come possa una moglie non riconoscere nel marito l’orco che violenta i suoi bambini, e in quale modo uomini irreprensibili riescano ad uscire a cena e scherzare con un collega che, tolte giacca e cravatta, va in deliquio contemplando morbosamente iconografie di cui una persona che comprenda il comune senso della vita non dovrebbe nemmeno ipotizzare l’esistenza.
 
Eppure accade: gli umani vivono ignari tra i mostri, e i mostri si mimetizzano, giorno per giorno, finche’ non e’ piu’ possibile riconoscerli, in una folla di gente formalmente civile.
 
Ed e’ questo a spaventare Eulalia: la disarmante facciata della normalita’ quotidiana, dietro la quale, tra persone che non si fanno domande e non hanno mai dubbi, si celano padri di famiglia, zii, maestri, medici, madri compiacenti e viscidi lenoni che vanno alla festa di compleanno del nipotino, per poi trasformarlo in carne da macello.
 
Quante persone, tra quelle che Eulalia conosce, coltivano inconfessabili fantasie, e magari le mettono in pratica? Eulalia non ne ha idea, ma sa di non poter affrontare pensieri di questa portata.
Non si puo’ vivere nella cultura del sospetto, riscrivendo una versione globalizzata e postmoderna di un’ inquisizione anacronistica: Eulalia non vuole vivere chiedendosi se il vicino di casa o di notte non esca come un topo dalla fogna, per comprarsi una dose di sesso deforme. E’ brutto pensare che un conoscente possa spacciare caramelle avvelenate al parco.
 
Percio’, se proprio non e’ costretta a farlo, Eulalia evita di seguire il filo di un dubbio atroce: a volte, l’unico modo per sfuggire a un pensiero doloroso e’ chiuderlo in un cassetto e gettare la chiave. Ma sentendo parlare di “giornata dell’orgoglio pedofilo”, Eulalia ritiene sia giunta l’ora di riprendere la chiave, e togliere il sigillo al vaso di Pandora.
 
Eulalia non sopporta che questo tumore della societa’ venga chiamato “pedofilia”.
E’ un termine di una dolcezza stravagante e bugiarda, che a dispetto del significato letterale, porta con se’ il seme della molestia: violenza fisica e psicologica che nulla ha a che vedere con l’ amore per i bambini.
 
Anche le parole sono importanti.
 
Eulalia piange per i figli degli umani. Una specie che infierisce sui propri cuccioli non va lontano. Mai.
 
 
Per chi volesse ulteriori informazioni sull'argomento, due Blog di amici che si sono occupati del tema:
 
 
 
 

giovedì, 26 aprile 2007

Eulalia e la Kryptonite

Eulalia legge con stupore:
 

SCOPERTA PIETRA CON STESSA COMPOSIZIONE DELLA CRIPTONITE
 
LONDRA - La criptonite, la pietra che inibisce i poteri di Superman, non è soltanto un'invenzione dei creatori di fumetti o film ma una sostanza realmente esistente. Un'equipe di geologi britannici ha scoperto in Serbia un minerale, battezzato jadarite, che ha praticamente la stessa composizione della criptonite - così come viene descritta nei fumetti - utilizzata dal perfido Lex Luthor e da altri nemici del supereroe venuto da Krypton che salva sempre i terrestri. Accurati test condotti dal Museo di storia naturale di Londra e dal Consiglio nazionale di ricerca del Canada hanno confermato che la sostanza è un nuovo minerale.

"Dobbiamo stare attenti. Non vogliamo privare la Terra del suo supereroe più famoso", ha scherzato il dottor Chris Stanley, un geologo del Museo di storia naturale di Londra. Stanley ha dichiarato di aver scoperto che la pietra ha la stessa composizione chimica della criptonite (idrossido silicato di sodio litio e boro) dopo aver cercato sui siti internet degli appassionati dei film di fantascienza. Al contrario della nemesi di Superman, la vera 'criptonite' non è verde ma bianca e si trova sotto forma di polvere. La jadarite verrà esposta al Museo di storia naturale di Londra domani ed il 13 maggio prossimo.
 
 
Eulalia flette i muscoli, come l’antieroe dalle orecchie larghe, e si lancia nel vuoto.
Ha una tutina aderente, che cambia colore insieme al suo umore.
Eulalia vola nel sole, scartando nuvole e polvere, superando aerei e tossine, brillando di luce innaturale.
Eulalia e’ splendente, anche quando si abbassa di quota per arrivare a un passo dal mare, osservando dall’alto gli incroci di murene e pinne di squali attorno ai bagnanti.
Eulalia e’ fiduciosa, anche quando plana sulla citta’, dove fragili androidi stentano a vivere tra vetero-uomini d’affari e cloni di poeti minimalisti.
 
Ma ad un tratto, davanti a una vetrata, la perfida regina degli abissi le appare innanzi, per trasportarla nel suo antro maledetto.
Eulalia, rapita e un po’ confusa, e’ sul tappeto orientale, a scrollarsi la polvere di dosso, cercando con lo sguardo la porta o un pertugio, o un tunnel per fuggire.
Ma la regina, con aria beffarda, poggia sul tappeto una sacca di broccato, da cui Eulalia, per liberarsi, dovra’ estrarre una, e una sola pietra.



Nella sacca celeste sono contenute una pietra verde, una pietra rossa, una blu, una bianca e una dorata.
La pietra verde trasforma in vegetali coloro che la toccano, in un tripudio di foglie, rami e frutti succosi.
La rossa fa innamorare del primo oggetto che appare alla vista di chi la tocchi, si tratti di cosa, persona o semplice astrazione.
La blu fa spuntare pinne e branchie, e permette di vivere trentamila leghe sotto i mari, anche se ghiacciati.
La bianca pone in uno stato di coscienza superiore, allontanando le ansie e le paure del mondo.
Quella dorata, infine, trasforma in oro qualsiasi cosa, compreso l’incauto che osi sfiorarla.
Eulalia chiude gli occhi, infila la mano nel sacco, e finalmente estrae la pietra viola.
Con aria di trionfo, Eulalia spiega le ali da pipistrello, e finalmente vola via.
 
 
martedì, 17 aprile 2007

Eulalia e la Cenerentola mutante

E’ uscito il 28 marzo, solo in Dvd, 'Cenerentola - Il gioco del destino', rivisitazione del capolavoro Disney in chiave Sliding Doors. La trovata del nuovo cartoon sta nel prevedere la possibilita' che il destino giochi qualche piccolo scherzo a Cenerentola come, per esempio, che il Principe Azzurro perda la memoria e stia per sposare Anastasia, una delle sorellastre.

Eulalia e’ accanto al fuoco. Guarda dritta negli occhi la fiamma, beandosi del rumore del ceppo scoppiettante.

E’ una vita dura, passare le giornate a pulire una casa sterminata, ricevendo come paga e ringraziamento solo rimbrotti, urla e pianti isterici, ma dato che che le sorellastre e la matrigna non cambierebbero mai atteggiamento, se non in peggio, e’ inutile accennare a una protesta o una lamentela, meno che mai in loro presenza, per cui Eulalia tace.

E’ la sera del ballo.
Eulalia, durante il pomeriggio, ne ha viste di tutti i colori: prima la notizia di un fantastico ballo a corte, durante il quale, a detta di tutti, un meraviglioso principe potrebbe scegliere la sua promessa sposa, poi gli strilli delle sorellastre che hanno voluto a tutti i costi gli abiti stirati per la serata, infine i rimproveri e le nemmeno velate minacce della matrigna, che l’ ha puntualmente incaricata di pulire immediatamente casa da cima a fondo, e anche viceversa.

Per fortuna, le tre bisbetiche se ne sono andate ed Eulalia, in una casa finalmente silenziosa, parla col secchio, lo strofinaccio e la finestra. E’ una cosa che fa spesso, e da cui trae una discreta soddisfazione, specie quando sembra che la pezza di stoffa a righe le sorrida, o che lo scopettone le risponda con una battuta molto divertente.

A un certo punto, non si sa come, arriva una donna molto strana e molto misteriosa. Indossa abiti cuciti da chissa’ chi e fatti di stoffe provenienti da chissa’ dove. Eulalia non capisce come abbia fatto ad entrare, ma prima di poterle rivolgere delle domande, si ritrova ripulita, pettinata, truccata e vestita di tutto punto, con un abito piu’ brillante della celestina e due scarpette trasparenti davvero insolite, ma molto graziose.

Eulalia, contravvenendo al divieto della matrigna, lascia la casa delle grida perenni e corre al ballo ove, in incognito, riesce ad attirare l’attenzione del principe.
Eulalia e’ felice: il principe e’ bello e galante; tutto sta andando per il meglio, quand’ ecco che suona la mezzanotte. Nella grande sala da ballo risuonano i dodici rintocchi un po’ rauchi che provengono dalla vicina chiesa parrocchiale, annunciando la fine del vecchio giorno, e la nascita del nuovo.



Proprio in quell’istante, il principe si trasforma in un’ orca assassina e si tuffa nella grande fontana situata nell’ingresso del palazzo, trascinando con se’ molti dei commensali, per poi dilaniarli e trangugiarli avidamente.

La matrigna, misteriosamente divenuta una megera ossuta, avvolta in un abito di tela di sacco che ha rimpiazzato il vestito da ballo in tulle e crinoline, si innamora di un vaso di petunie della balconata del salone (il sesto da sinistra, per la precisione), e passa il resto della serata a declamare poesie ai fiori, sospirando.

Le sorellastre, in preda a un irrefrenabile riso isterico, decidono di fuggire insieme in un’isola dei Caraibi, portando con se’ la fata buona, che nel frattempo si e’ rivelata un ballerino dell’Opera’ di Gand prematuramente ritiratosi dalle scene.

Eulalia, si guarda intorno, afferra al volo la scarpetta di cristallo che sta per volare giu’ dal lampadario su cui era volata, grida “teletrasporto per due” e finalmente fa ri torno al proprio pianeta.
Resta da chiedersi che fine abbia fatto la zucca, ma questo non e’ dato di sapere.
 
postato da: soffiodimaggio alle ore 14:09 | link | commenti (31)
categorie: fantasia, notizie, fantascienza, piante e fiori, giardini
martedì, 27 marzo 2007

Eulalia e l’astronave atomica del dottor Quatermass

 
Eulalia e’ curiosa.
Lo e’ sempre stata: a volte si trattiene, altre no.
Oggi ha vagato sul web alla ricerca di un vecchio film.
Non lo ha trovato, ma e’ incappata in un titolo interessante:
The Quatermass Xperiment, ovvero “L’ astronave atomica del dottor Quatermass”
Eulalia non sa di cosa si tratti, ma suppone sia un film degli anni ’50, o giu’ di li’.
Eulalia pensa alla trama del film:
 
"Il professor Quatermass, genio pazzoide di origine polacca, si impadronisce fraudolentemente di un nuovissimo sottomarino atomico. In un laboratorio segreto, situato nel sottosuolo di un’isola vulcanica che si trova in un punto dell’ oceano Pacifico non segnato sulle carte geografiche, grazie all’ausilio del mansueto androide Khat47, Quatermass riesce a costruire un’astronave in grado di superare la velocita’ della luce, con la quale intende porre in essere un ricatto di portata planetaria.

I servizi segreti americani, inglesi, russi e di un altro paese che non viene mai nominato, cercano di mettere le mani sull’astronave, ma il dottor Quatermass batte tutti sul tempo e fugge poco prima di essere individuato e catturato.
Quatermass, in preda a un delirio di onnipotenza, manda in orbita l’astronave, minacciando di farla esplodere esattamente sopra la stanza ovale della Casa Bianca.
La folle richiesta di un riscatto pari alle riserve mondiali di oro, e la rivelazione di aver mandato in orbita altre sedici astronavi gemelle, pronte a deflagrare in altrettanti punti cruciali del globo terrestre, rendono Quatermass un pericoloso criminale contro cui tutte le potenze mondiali si vedono costrette a collaborare.

Dopo una serie di eventi non riassumibili in breve, Quatermass decide di dare il via alla distruzione della Terra, ma poco prima che il suo dito indice arrivi a premere il pulsante rosso che lampeggia al centro del quadro comandi dell’astronave atomica, Khat47, che successivamente si rivelera’ un agente al servizio di Sua Maesta, lo uccide, ponendo fine all’incubo che attanaglia l’umanita’."

Eulalia scuote la testa. E' una storia assurda.

In effetti, la trama non puo' essere che questa:
 
"L’astronave atomica proviene da un sistema solare binario situato in una Galassia non precisata.
A Bordo dell' affusolato velivolo spaziale si trova un equipaggio di alieni armati fino ai denti e determinati, per motivi che sfuggono all’umana – e forse aliena – comprensione, a distruggere la terra.
L’astronave atterra in un campo di granturco del Kansas, dove il piccolo Jody e la sorella maggiore Rosemary stanno giocando a nascondino.
Una squadra di dodici alieni equipaggiati con stivali metallizzati, occhiali a specchio e strane e voluminose armi ad energia inizia a esplorare la zona.
Uno degli invasori passa proprio accanto al nascondiglio di Jody, senza pero’ avvedersi della sua presenza.

Malgrado la giovane eta’ Jody, alla vista del cranio trasparente, dei quarantasette tentacoli disseminati per il corpo e della pelle amaranto e blu dell’alieno, capisce subito che quel forestiero non portera’ nulla di buono, cosi’ corre nella fattoria e, col cuore in gola, racconta tutto al padre Jason e a una sbigottita mamma Francine.
Le cose si complicano ulteriormente quando Rosemary, che era rimasta nascosta nel campo di granturco, viene scoperta da un alieno e catturata.

Jason, per salvare la figlia, altrimenti destinata a una serie di dolorosi esperimenti e al matrimonio forzato con il capitano dell’astronave atomica ( il perfido Quatermass), sara’ costretto a trasformarsi da pacifico contadino a uomo d’azione e farsi giustizia da solo, dimostrando come un semplice Winchester possa essere piu’ efficace di dodici laser, specie quando ci sono di mezzo la famiglia e la sicurezza nazionale.

Il film si conclude con l’inquadratura di mamma Francine che porta in tavola un vassoio di fumanti pannocchie abbrustolite, che vengono prese d’assalto dalla famiglia finalmente riunita."

Eulalia scuote nuovamente la testa: anche questa versione e' assurda. Comunque, e' ora di pranzo e non c'e' tempo per le astronavi, ma oggettivamente, non le dispiacerebbe mangiare una pannocchia abbrustolita.
postato da: soffiodimaggio alle ore 12:19 | link | commenti (22)
categorie: pensieri, fantasia, fantascienza, alieni, cinema e film
mercoledì, 28 febbraio 2007

Eulalia e l'alieno gentile II

La Confederazione includeva milioni di popoli diversi; i bipedi dal ciuffo peloso avrebbero potuto aggiungersi alla lunga lista delle razze firmatarie dell'accordo galattico Duzzlat-Vladenaqtl .
Magari non subito, dato che le differenze socio-culturali da colmare erano abissali, per non parlare del bassissimo livello tecnologico, ma col tempo, anche quelle strane creature dal cervello poco sviluppato avrebbero potuto arrivarci: di questo era sicuro.
In fondo, perfino i barbari mutanti di 7866-vej-nohr-pahh, di cui si era occupato molte rotazioni prima, erano riusciti a elevarsi al livello 0498.759pw55, ottenendo lo status di  societa' sub-civile.
Se c'erano riusciti loro, anche gli alieni dalla testa pelosa potevano avere una chance.

Aveva scelto con cura i soggetti da avvicinare, e si era premurato di far si' che il delicato incontro si svolgesse in una zona disabitata, come previsto dalla prassi operativa, e raccomandato dal buon senso.
Era salito lentamente fino a pelo d'acqua.
Gli alieni si erano avvicinati, e lui aveva indirizzato loro il saluto tradizionale: era cosi' che da migliaia di generazioni la sua gente era riuscita fare amicizia con le altre razze senzienti.

Eulalia sfoglia distrattamente un giornale che riporta notizie non piu' di giornata.
Guarda solo le immagini, senza aspettarsi niente. Vede incidenti, omicidi, politici e personaggi che pensano di essere famosi: niente di nuovo. Ma ecco che all'improvviso nota  qualcosa  di diverso dal tripudio di soubrettes, kamikaze ed auto in colonna.
Mette a fuoco l'immagine, la guarda da vicino e si sofferma sui particolari.
Un pescatore con espressione ingiustamente trionfante, mostra la propria preda al fotografo e al mondo intero. Di fianco, un'altra foto, che Eulalia trova terribile.

Eulalia legge:

SYDNEY, 22 FEB - Occhi grandi come piatti, artigli affilati sui tentacoli, dal diametro delle ruote di camion: questo il calamaro pescato nell'Antartico . Pesa 450 kg ed e' il mollusco piu' grande mai trovato finora. Stava mangiando un pesce preso all'amo dai pescatori neozelandesi, cosi' l'hanno trovato. Ci sono volute piu' di 2 ore per issarlo fuori dall'acqua. Il suo nome scientifico di Mesonychoteuthis hamiltoni, puo' raggiungere i 14 m ed e' considerato una delle piu' misteriose creature dell'oceano.



Eulalia non si cura del pescatore, ne' della notizia.

Eulalia non ha occhi che per l'essere senza vita che viene issato, come una povera marionetta, sul ponte della nave.
E' cosi' grande da non sembrare vero, se non per il senso di  ineluttabile e definitiva freddezza che trasmette anche attraverso la carta stampata.
Eulalia si rattrista, pensando alla sua sorte, e gli rivolge un'occhiata piena di compassione.

Il calamaro ricambia lo sguardo triste: lo sguardo di un essere intelligente che muore, senza sapere perche'.
L'accordo Galattico dovra' aspettare.
 

postato da: soffiodimaggio alle ore 08:55 | link | commenti (29)
categorie: mare, animali, fantasia, notizie, fantascienza, alieni, persone
martedì, 27 febbraio 2007

Eulalia e l'alieno gentile

Era venuto in pace.
Gli avevano affidato una missione di routine: studiare sul campo un popolo alieno e tentare, se possibile, un primo contatto.
Per un diplomatico veterano come lui, abituato a fare da mediatore nei conflitti intergalattici, si trattava di un compito di una noia mortale.
 
Era arrivato sedici warzon prima con la sua astronave color cobalto, approfittando di una tempesta ionica, e aveva iniziato immediatamente ad osservare, da un luogo nascosto, le forme di vita che si presumevano dotate di una qualsiasi forma di intelletto.
Tra le creature che abitavano il terzo pianeta di quel piccolo sistema solare, aveva notato dei ridicoli bipedi, il cui unico ornamento naturale era uno striminzito ciuffo di peluria concentrata su parte del capo. In un ecosistema ormai vicino al collasso, a seguito di un fenomeno evolutivo assolutamente inspiegabile, le buffe creature sembravano aver assunto una posizione di dominio sugli altri abitanti del pianeta.
 
Aveva studiato le loro abitudini, e malgrado l’aspetto poco rassicurante, il linguaggio primitivo e le incomprensibili usanze, gli erano parsi abbastanza prossimi a un balzo evolutivo.
Certo, non sembravano intelligenti come i gasteropodi di Cetryxphil47 della Galassia Zhnor, e nemmeno di mente aperta quanto i piccoli anfibi mutanti di Bghrfaltrtrtrtrphon, ai confini della fascia di Thersivak, ma erano abbastanza progrediti da riuscire a spostarsi e e a comunicare tra loro in modo abbastanza efficiente: valeva la pena di tentare, se non altro.
 
Dopo mesi di analisi, test e simulazioni olografiche, era arrivato il momento di dare inizio alla fase operativa della sua missione diplomatica.
Li avrebbe avvicinati con prudenza, cosa in cui era uno specialista.
Il suo aspetto, cosi’ dissimile dal loro, non li avrebbe intimiditi: di questo era certo, perche’ aveva appurato che gli alieni interagivano, seppur in modo utilitaristico, con numerose altre specie presenti sul pianeta.
La sua abilita' nel relazionarsi con le nuove razze aliene avrebbe fatto il resto: aveva ricevuto ben dodici onorificenze, nel corso della lunga carriera, per i risuoltati ottenuti in situazioni ben piu' impegnative di questa

Si sarebbe presentato con garbo, spiegando di non avere intenzioni ostili, e poi avrebbe raccontato loro tutto cio’ che riteneva necessario, dalla struttura del suo pianeta di origine, alla dottrina filosofica a cui si ispirava la Costituzione Interplanetaria.
Gli avrebbe parlato delle scoperte scientifiche, della tecnologia, del desiderio di conoscenza che spingeva il suo popolo a valicare i confini dell’universo per visitare nuovi mondi e loro, forse, avrebbero capito.
Avrebbe gettato, come sempre, le basi per una futura alleanza planetaria...
postato da: soffiodimaggio alle ore 17:47 | link | commenti (4)
categorie: pensieri, mare, animali, fantasia, fantascienza, alieni

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