domenica, 10 maggio 2009

Eulalia e lo splendido giardino X

Esercizio di stile di bloggatto

http://bloggatto.splinder.com/

La mia storia inizia in questo splendido giardino.
E’ il giardino che circonda la casa dove persone che non ho potuto conoscere, ma la cui storia mi piace immaginare, in un altro tempo hanno vissuto la loro vita.
Immagino le loro serate nella pace del salone al piano di sopra, con le alte finestre aperte e le tende mosse dalla brezza serale, mentre il grammofono diffonde la musica di vecchi dischi che oggi potrei trovare solo sul banco di qualche mercatino d’antiquariato. Sul tavolino piccoli bicchieri e antiche bottiglie di cristallo lavorato. Solo nelle serate più calde viene servito un po’ di ghiaccio, un piccolo lusso in un passato più o meno lontano.
Mi immagino i pomeriggi che un uomo con gli occhiali trascorre in biblioteca tra volumi rilegati in pelle, viaggiando con l’immaginazione, guidato dalle parole che altri prima di lui hanno posato sulla carta.
Immagino una donna, che viene dal paese per aiutare in casa. Arriva la mattina in bicicletta, spalanca le grandi finestre che danno su questo splendido giardino, gira per la casa portando il suo genuino buonumore. In questa casa, che non è la sua ma è come se lo fosse, si sente come una regina nel suo castello.
C’è anche una donna vestita di bianco che si ripara dal sole con un cappello di paglia e che cura i fiori del giardino. E’ soprattutto merito suo se tutto è così perfetto e al tempo stesso naturale.
C’è poi un uomo più giovane che viene qui solo in estate, a riposare. Arriva in treno e tutti vanno alla stazione ad accoglierlo. In queste occasioni la donna che viene dal paese, e che lo considera un po’ figlio suo, prepara il suo dolce preferito, la torta di mele, il cui ricordo lo legherà per sempre a questa casa e alle donne che ci hanno vissuto.
Oggi questa casa non c’è più. O meglio c’è una cosa diversa. C’è questa struttura che ospita me e altri sconosciuti per una breve vacanza.
Dove una volta c’era la limonaia adesso c’è una piscina. Bambini e adulti in costume da bagno si tuffano, nuotano, giocano.
Io, seduta sul bordo, guardo verso le finestre della grande casa e provo ad immaginare, da dietro le tende, un uomo con gli occhiali e una donna vestita di bianco che ci guardano sorridendo.

giovedì, 30 aprile 2009

Eulalia e lo splendido giardino IX

Esercizio di stile di Bierreuno

http://angoloba.splinder.com/

La mia storia inizia in questo splendido giardino, precisamente sotto la quercia che vedi laggiù, di fianco alla bicicletta gialla di mio fratello.

Ho sempre sentito quella rovere come un albero speciale, mi piace molto leggere o rilassarmi nella luce filtrata dalle sue foglie.

Be', un giorno torno a casa da scuola, lo zaino è così pesante che decido di riposarmi un po' prima di andare a tavola. Salgo sulla scaletta del letto a castello e mi sdraio. Comincio a pensare un po' di cose, soprattutto a un problema bizzarro che la prof di matematica ci ha dato per casa. Parla di una torta di mele nella quale bisogna inserire un triangolo rettangolo formato con tre quadrati, uno su ciascun lato, tutti ottenuti con fette di mela. Comincio a immaginare che la torta sia un cerchio... No, pensarci adesso mi fa venir fame, decido quindi di occuparmi del problema nel pomeriggio, magari dopo essere stato in biblioteca.
Allora accendo la radio e cerco una stazione che trasmetta della buona musica.
Non mi soddisfa niente.
Perciò salto giù dal letto ed esco in giardino per raggiungere la mia quercia.
Arrivo e mi accorgo che mamma ha spostato lì vicino la sedia e il tavolino in ferro battuto. Sul tavolo ci sono alcune stampe di un sito web, il "Teatro della Limonaia", bicchieri e ghiaccio.
Torno in casa per andare a cercare qualche notizia sugli spettacoli di questo teatro. Accendo il pc. Mentre aspetto di collegarmi, noto il curioso accostamento dei profili di oggetti piuttosto diversi fra loro. Il monitor del computer è di fianco a un grammofono e vecchi dischi impilati, li ho sempre visti lì eppure non avevo mai fatto caso prima a questa specie di anacronismo.
Quel grammofono, in realtà, più che un vecchio oggetto, è sempre stato per me come un essere vivente, un animale direi. Forse è proprio per questo che spesso lo accarezzo quando sono in internet, nemmeno con il mio gatto faccio così!
Mi piace la cassa del grammofono, in un certo senso mi sembra rassicurante, mio nonno mi diceva che è in rovere.
Questo ricordo mi fa venir voglia di prendere il grammofono e un disco e di tornare sotto la mia quercia.
Sistemo bene l'apparecchio sul tavolino di mia madre, faccio girare il disco e mi siedo.

Ecco, a quel punto probabilmente mi sono addormentato, anche se in effetti non ricordo di aver sognato.

Al risveglio mi sentivo in forma come se avessi nuotato.
Mi toccai la testa, aprii meglio gli occhi, e mi accorsi di essere in cuffia da piscina e costume da bagno.

martedì, 28 aprile 2009

Eulalia e lo splendido giardino VII

Esercizio di stile di pyperita

http://pyperita.splinder.com/

La mia storia inizia in questo splendido giardino.
Mi godo il profumo dei fiori, seduta sotto questo albero alto, mentre in lontananza sento una musica malinconica, come se un grammofono d’altri tempi facesse girare vecchi dischi.
Mi trovo bene qui. Sono arrivata due ore fa dalla stazione e il cammino è ancora lungo, mi piacerebbe essere una principessa che torna al castello con la carrozza trainata da cavalli bianchi, oppure un’attrice che prende il sole in costume da bagno nella piscina della sua villa, con gli occhiali da sole scuri e in mano due bicchieri pieni di liquore con ghiaccio, per sé e per il regista.
Invece sono solo una donna con una valigia piena di cose inutili, che osserva una vecchia bicicletta abbandonata accanto a una panchina e che pensa che in tutta la sua vita non ha imparato a cucinare neppure una torta di mele.
Mi avvio lentamente, ho in mano l’indirizzo scritto su un foglietto stropicciato, mi hanno detto che vicino alla biblioteca c’è l'albergo “La limonaia”, dove è stata prenotata una stanza a mio nome.
Da domani prendo servizio, da domani inizia la mia nuova vita.

martedì, 06 gennaio 2009

Eulalia e il nuovo anno

Eulalia e' in perenne movimento .

Sospesa tra il mondo degli uomini e quello delle creature ultraterrene, viaggia nel piano della natura e in quello del fantastico.

Tra lo spazio profondo e gli abissi dell'anima, danza nelle notti di luna calante, tenendo in mano la torcia perenne della passione e del destino, e sebbene una gelida coltre bianca copra la terra e i sogni, Eulalia, novella Ecate, procede a passo spedito, con sicurezza.

 

Eulalia e' viva.

 

venerdì, 03 ottobre 2008

Eulalia e il treno in corsa

Ci sono persone la cui vita e’ un treno in corsa: partono, prendono velocita’ e viaggiano decise.
Sebbene non sempre si conosca la destinazione del viaggio, e talvolta non si riesca nemmeno a stabilire la direzione precisa in cui stanno andando, il loro procedere lungo binari dritti e lucidi trasmette una sensazione di forza e sicurezza non comuni, e, per questo, piena di fascino.
 
Queste persone possono avere due tipi di amici: quelli che corrono paralleli ai binari e saltano a bordo per condividere il viaggio, e quelli che si aspettano che il treno spenga i motori e il conducente si dedichi completamente a loro.

 
Eulalia appartiene alla prima categoria: per lei l’amicizia e’ fatta di condivisione, partecipazione e solidarieta’, percio’, quando incontra una persona lanciata come una locomotiva, non si aspetta che questa lasci ogni occupazione per dedicarsi a lei.
 
Certo, una pausa ogni tanto e’ salutare, ed Eulalia gioisce dei momenti che le vengono dedicati: l’attenzione esclusiva di una persona cara, il sentirsi al centro del suo universo, sono sensazioni impagabili che la riportano a momenti lontani, quando tutto sembrava piu’ semplice e chiudere gli occhi, isolandosi dal mondo circostante per assaporare un gelato alla vaniglia, era un’esperienza quasi ultraterrena.
 
Tuttavia, conscia dei limiti posti da una societa’ in cui il tempo libero a disposizione e’ il vero indicatore di ricchezza delle persone, accetta di buon grado di farsi trascinare in tourbillon di spostamenti, cene, uscite al cinema, incontri, attivita’ piu’ o meno ricreative, varie ed eventuali.
 
Lo fa con la leggerezza che le e’ propria : il peso di Eulalia in una casa e’ quello di una farfalla che si posa sui mobili senza appesantirli: apre le ali mostrando i propri colori, ma occupa lo spazio di un francobollo.
 
Le piace inserirsi nella quotidianita’ delle persone, anche quando questo comporta risvegli anticipati, notti passate in letti troppo piccoli o case troppo fredde, veglie prolungate, compagnie ingombranti e chiassose, pasti nella migliore delle ipotesi creativi e spostamenti impegnativi.
 
Non le importa del contorno.
Eulalia bada alla sostanza, ed accetta le persone per quel che sono; non pretende di stravolgerne le abitudini, ne’ di monopolizzarne la vita, anche se, a dire il vero, qualche volta ne ha la tentazione: le capita con la gente che vede di rado, e con la quale vorrebbe scambiare una scorta di energia ed affetto, da conservare per i tempi di carestia.



 

Eulalia partecipa fino in fondo alla vita degli altri: lo fa come e quando le e’ possibile, ma con la determinazione di chi vuole restare sul treno fino al capolinea: un po’ per fedelta’, un po’ perche’ e’ sempre curiosa di sapere come vanno a finire le storie.
 
Ora Eulalia e’ ferma alla stazione. Passano troppi treni, e lei non sa bene quale prendere.
Alla fine qualcuno decidera’: sara’ il destino, o il cuore di Eulalia, o forse il vento che spira da Nord.


Salira’ sulla prima carrozza e restera’ col naso incollato al finestrino per guardare il paesaggio e, quando sara’ il momento, portera’ un fiore al macchinista.
venerdì, 18 luglio 2008

Eulalia e la materia dei sogni


Di cosa sono fatti i sogni?


Fiocchi di nuvole rosa che s’alzano oltre l’orizzonte degli eventi, o fauni mostruosi, appostati nel buio a cavallo delle ore notturne?


Bianche falene sospese nel tempo, o raggi di luna spezzati dai pini?





Su questo Eulalia s’interroga, dopo una notte insonne, davanti ad uno specchio vuoto.

Ma per risposta, ode soltanto l'eco sottile della propria voce.



lunedì, 07 luglio 2008

Eulalia e la calvizie

ROMA, 5 LUG - Sole, mare, casco e lavaggi frequenti non hanno alcun ruolo nella caduta dei capelli: la principale causa e' legata allo stress. Per gli uomini si tratta soprattutto delle preoccupazioni legate al lavoro e ai soldi, per le donne delle pene d'amore.

Non hanno dubbi gli oltre 300 tricologi riuniti a Genova per il congresso annuale della European Hair Research Society. A giocare un ruolo determinante nella comparsa del fenomeno e' l'insieme degli stress e la loro alta frequenza.


 
Eulalia vaga senza meta nella citta’ perduta.
Ai bordi di una fontana, la gente cerca il proprio riflesso nell’ acqua, sperando in una risposta clemente.


Lo specchio liquido rimanda riflessi di crani lucidi: palle da biliardo su cui labbra sottili e curvate all’ ingiu’ non disegnano sorrisi da troppo tempo. L’ acqua riflette immagini di teste glabre, con due teste di spillo al posto degli occhi: piu’ che sufficienti per consentire una visione, seppure riduttiva ed incolore, di un mondo circostante che e’ fatto di lamiere, bitume ed automobili.


Nelle vetrine, le donne cercano di rivedere il proprio volto, ma non ricevono che immagini di abiti tropo corti e scarpe rosse dai tacchi vertiginosi.
Allora aprono le borsette, evitano accuratamente i fazzoletti, le agende elettroniche ed il rossetto, e afferrano il guscio d’ostrica sintetica che racchiude lo specchietto da trucco.

Si guardano, e non riescono a celare la delusione alla vista della calotta cranica liscia come un palloncino gonfio d’ elio, sotto la quale non si distingue nulla di definito: il naso, unico punto di riferimento, e’ ridotto a un paio di forellini piazzati tra gli occhi e il mento, e le orecchie, sorde ad ogni richiamo d’amore, sono nascoste chissa’ dove.
 
Eulalia, sfiancata dal caldo, siede al bordo del pozzo. Ha appena gettato un sassolino, che si e’ tuffato volentieri nell’acqua fresca e ora la saluta felice.
I cerchi concentrici della superficie si stanno diradando velocemente, ed Eulalia puo’ vedere nuovamente la propria immagine riflessa.
 
Intorno, la gente infelice la guarda con invidia e malizia, meditando di rasarle il cranio, come se la cosa potesse fornire una sorta di compensazione morale per la tristezza di una vita piatta e senza emozioni.
 
Eulalia scuote la chioma e, sorridendo, lascia le strade incolori piene di gente triste, tornando a divertirsi tra le violette e le nuvole rosa del tramonto.
 
venerdì, 27 giugno 2008

Eulalia e la finestra sui ricordi

Post pubblicato su Caffè letterario

Eulalia, seguendo una corrente ascensionale, fluttua fino all’ ultimo piano di una palazzo di citta’.
All’interno dell’appartamento d’angolo, una vecchia signora, intenta da ore ad osservare le lancette dell’ orologio, guarda dalla finestra e, forse sperando in un refolo di vento, apre le imposte.
 
E’ una giornata molto calda: come quella dell’estate del ’46, quando un bel giovane di nome Giovanni si era presentato in cascina, vestito di tutto punto, per chiedere la sua mano.
Inizialmente la famiglia di lui si era opposta, ma poi le cose si erano appianate e il matrimonio era stato felice fin dal giorno della cerimonia, che si era tenuta nella chiesa di campagna del paese, in una mattina di fine agosto.
Gli anni del dopoguerra erano stati incredibili; entusiasmo, fiducia e speranza avevano consentito alla coppia di superare i problemi economici e la difficolta’ di mantenere i quattro meravigliosi figli: sforzi premiati dalla soddisfazione di vederli laureare e formare a loro volta una bella famiglia.
 
Giorno dopo giorno, calendario dopo calendario, il tempo ormai e’ passato, senza rumore, ed 
oggi il mondo sembra diverso, forse perche’ visto attraverso occhiali dalle lenti spesse come fondi di bottiglia.
Giovanni dai capelli bianchi se n’e’ andato gia’ da tre anni, ma la vecchia signora continua imperterrita a guardare dalla finestra, verso l’ora di pranzo, sperando di vederlo rientrare.
 
L’uomo col cappello che ha appena svoltato l’angolo sembra proprio lui: peccato che prosegua oltre il portone.
D’altro canto, nel corso degli anni Giovanni si e’ fatto sempre piu’ distratto, ed oggi potrebbe aver dimenticato di fermarsi nel punto giusto.
 
La donna si sporge leggermente dalla finestra per chiamarlo, ma l’uomo non la sente: del resto, i problemi d’udito di Giovanni sono risaputi.
Presa dall’ansia di attirare la sua attenzione, la donna si sporge ulteriormente dalla finestra, rischiando di perdere l’equilibrio e cadere.
Per fortuna, qualcuno la trattiene per un braccio: e’ la vicina di casa, che viene a trovarla tutti i santi giorni da quando e’ rimasta vedova. 



La vecchia si siede, un po’ delusa, brontolando per la distrazione di Giovanni, per la sua sordita’ e per mille altri motivi.
 
Poi offre alla vicina, che ha gia’pranzato, un paio di biscotti ed un caffe’, e le racconta, per la millesima volta, la storia del suo matrimonio.
 
La vicina ascolta, annuendo ogni tanto: lei sa che l’ anziana signora non si e’mai sposata, ha sempre vissuto sola, e di tanto in tanto vaneggia, specie quando fa caldo, ma non ha cuore di contraddirla.
 
Eulalia, che ha osservato tutto dalla finestra, sente un alito di vento glaciale soffiarle sul collo.
Col cuore trafitto, lascia l’anziana signora alla felicita’ che solo la follia puo’ regalare e vola via, portando con se’ tutti i ricordi del mondo: anche quelli di cio’ che non e’ mai stato e che mai sara’.

 
Cervello: area dei "falsi ricordi"
Studio riportato sul Journal of Neuroscience
"Capita, per lo piu' in eta' avanzata, che ricordiamo d'aver fatto o detto qualcosa o aver vissuto un episodio che non ci e' mai accaduto". "Sono le fantasie create da una parte del nostro cervello che potrebbe essere battezzata: 'sorgente dei falsi ricordi', alla base dei quali - riporta il Journal of Neuroscience - ci sarebbe un 'talento impressionista' che ricostruisce un'impressione d'insieme di un certo evento e che proprio per questo potrebbe farci travisare o scombussolarci i ricordi".
giovedì, 22 maggio 2008

Eulalia e la Stella Pigra

Astronomia: scoperta stella pigra
 
Brilla grazie ad aiuto della sua compagna
ROMA, 20 MAG - Esiste una stella cosi' pigra che non riesce a brillare da sola ma ha bisogno dell'aiuto della sua compagna. L'ha scoperta un gruppo italiano dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. La stella pigra appartiene a un sistema doppio, composto da due pulsar che emettono raggi X. Una delle due pulsar emette raggi X solo grazie all'aiuto della compagna che periodicamente la investe con un intenso flusso di particelle e le fornisce cosi' l'energia necessaria per brillare.
 
 



Eulalia si rigira nel letto.

E’ tardi, ma ancora la voglia d’alzarsi non e’ arrivata, ed Eulalia segue, senza riluttanza, il richiamo del cuscino a nuvola, del lenzuolo perlato e della sottile noia, giunta da tempo ad increspare, come onda leggera, l’oscuro oceano del mal di vivere, che la sua barca solca da settimane.

 
Oggi non e’ giornata di sole, d’erba appena tagliata, di fiori che s’aprono con gioia alla luce: il cielo e’ grigio, come l’anima; la gente che passa per strada fa un rumore stridente di rabbia, miseria e solitudine che Eulalia non vuole piu’ ascoltare.

Eulalia ha bisogno di riposo: sono lontani i momenti in cui col suo fulgore rischiarava il cielo notturno ed incantava gufi, streghe e lupi.


Dimenticati, da tempo, i voli tra le nuvole e gli uomini, lasciate alle spalle le imprese coraggiose e gli abbracci alle altre creature, Eulalia, dalle ali ripiegate, si nasconde sotto le coperte, sperando di ritrovare nei sogni l’ energia perduta: le stessa con cui, nelle notti piu’ fredde, toglieva gli uomini dall’inferno e li riscaldava con la propria luce avvolgente.


E mentre il monitor, nella stanza bianca, mostra con impietosa precisione la linea piatta dell’anima, Eulalia, in bilico tra il tubo dell’ endovena e la sponda del letto, attende un gesto rivelatore da parte della pulsar gemella.

martedì, 11 marzo 2008

Eulalia e il Mehrieh

IRAN: MOGLIE LASCIATA RISARCITA CON 8000 LIBRI DI POESIA
 
TEHERAN - Un marito iraniano che ha abbandonato la moglie è stato condannato da un giudice a comprarle più di 8.000 libri, tutti di poesie, nel rispetto di un patto stabilito dai due al momento del matrimonio.
E' il secondo caso simile avvenuto negli ultimi giorni, dopo che un altro marito si era visto ingiungere di comperare alla moglie 124.000 rose rosse.
Il quotidiano 'Iran' scrive che il giudice Mahmud Baqal-Shiravan, della Corte per la famiglia di Teheran, ha ordinato ad un certo Shahram di comperare alla moglie abbandonata 8.100 libri, per una spesa prevista di 700 milioni di rial (50.000 euro). Ciò era stato stabilito nel 'mehrieh' firmato dalla coppia al momento del matrimonio, quattro anni fa.
Il mehrieh è ciò che, sulla base del diritto islamico, l'uomo si impegna a versare alla sposa in qualsiasi momento questa lo richieda. Si tratta in sostanza di un'assicurazione sul futuro della moglie, visti gli scarsi diritti che normalmente essa ha in caso di divorzio, quando tra l'altro le é quasi impossibile ottenere la custodia dei figli.

Di norma, le novelle spose chiedono che nel mehrieh vengano inserite somme di denaro, monete d'oro o, nei casi di famiglie più abbienti, proprietà immobiliari.

Ma così non è stato per la giovane di Teheran, molto più interessata ai classici della poesia persiana, da Khayyam a Sadi, da Hafez a Rumi, mistico del Sufismo. "Sono figlia di un musicista, sono cresciuta in un ambiente intellettuale e fin da piccola ho amato la poesia", ha spiegato la donna al giudice.

Di qui l'insolita richiesta, accettata dal marito e scritta nel contratto di matrimonio, che ora dovrà essere onorato, anche se l'uomo non si è presentato all'udienza. Soltanto una settimana si era avuta notizia di un altro caso simile, quando un marito chiamato in tribunale dalla moglie che lo giudicava 'avaro', si è visto ordinare di comperare alla consorte le 124.000 rose rosse pattuite in uno slancio romantico al momento del matrimonio. Il giudice ha disposto il sequestro di un piccolo appartamento di proprietà dell'uomo fino a quando questi non avrà onorato i suoi impegni.


 

Eulalia finisce di leggere la notizia e ripiega il giornale, con aria perplessa.
Le riesce difficile accettare l’idea che una donna non abbia alcuna tutela, al di fuori di quanto previsto da un contratto matrimoniale, in un millennio in cui la parita’ tra i sessi dovrebbe essere un dato di fatto.

Ma poi ripensa a quanto lontana sia, in tutto il mondo, l’ uguaglianza dei sessi sul piano familiare, educativo, giuridico, economico, sociale, morale, e si rende conto che non ci sono luoghi nel mondo in cui nascere donna sia un vantaggio, il che la dice lunga sulla civilta’ del pianeta degli umani.

Eulalia pensa alla sposa iraniana abbandonata, che lascia un marito e riceve ottomila libri di poesie.
Una donna istruita, sensibile e coraggiosa, che ha rinunciato a pretese economiche esorbitanti, che sarebbero state nel suo diritto, per fare una scelta a favore della cultura, dell’arte e dell’effimera, sublime leggerezza dei versi dei poeti.

 
Eulalia non ha dubbi: il cambio e’ stato indubbiamente vantaggioso.


 

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