La mia storia inizia in questo splendido giardino.
Non e’ un giardino qualsiasi: e’ il mio giardino, un luogo tanto bello quanto caldo.
Fiori ovunque, e' vero, ma a parte le spendide rose, i gigli, le violette e gli esuberanti tulipani, non c'e' altro.
Non un albero, non un arbusto piu' alto del ginocchio, non un rampicante sagomato ad arte.
Ed e' cosi' che da piu' di due ore cammino per i vialetti di ghiaia bianca, ammirando una dalia, interrogandomi sul segreto dei narcisi e sperando, inutilmente, di trovare un po' d'ombra.
Ho caldo e molta sete.
Vorrei qualcosa di fresco, anzi, ghiacciato: una bella limonata.
Ma non uno di quei bicchieri che ti vendono i ragazzini agli angoli delle strade: io ne vorrei una intera caraffa.
Anzi, una damigiana.
No, veramente, mi berrei una intera limonaia spremuta in bicchieri enormi, e dentro ci metterei dei cubetti di ghiaccio grandi come iceberg. Ecco cosa farei.
E invece, giro e rigiro per i vialetti, finche' mi sembra che siano i vialetti a girare, e poi che il mondo intero giri intorno a me. Allora piego le gambe e mi siedo, o meglio, sono le mie gambe a decidere di non reggermi piu', e nel tempo di un respiro finisco lungo disteso su un letto di ciclamini.
Come e' bello il cielo visto da questa prospettiva: stranamente, non ci avevo mai pensato.
Non ci pensavo di certo, quando stamattina ho preso il treno, ne' quando sono arrivato in stazione, e nemmeno quando ho preso quella bicicletta verde appoggiata contro il muro, per venire fin qui, nel mio castello.
Ho ereditato tutto: titolo nobiliare, mura secolari, arredi storici, tappeti, arazzi, biblioteca, quadri, vasi, argenteria e questo splendido giardino.
Ma ora fa troppo caldo, e non m'importa delle armature, delle scuderie, della torre ovest, ne' del ponte levatoio: tutto quello che vorrei e' una bella piscina, un costume da bagno, e un trampolino per tuffarmi nel blu.
Oppure vorrei un bel melo, proprio qui sopra, a farmi ombra, cosi' starei al fresco, e tra un paio di mesi potrei chiedere alla cuoca di preparare la torta di mele.
Si', quella torta la potrei mangiare nella sala da ballo, dove ovviamente darei delle feste memorabili, e la gente danzerebbe al suono dell'orchestra.
E un giorno, per ridere, prenderei quel grammofono che troneggia in mezzo allo studiolo, e dopo aver scelto tra la pila di vecchi dischi un bel valzer, mi metterei a ballare da solo, nel mio salone decorato a festa: come mi invidiebbero i vicini!
E quanto gia’ m’invidiano, ora che sono diventato Conte.
Ecco, gia' li vedo, corrermi incontro a chiedere chi una grazia, chi un favore, chi la mia protezione.
Come corrono veloci! Ecco che arrivano, tutti vestiti di bianco.
E quando mi caricano sulla barella rispondo che sto benissimo, davvero non potrei stare meglio, e che dall'alto della mia scranna daro' loro udienza, quando fara' meno caldo.
Esercizio di stile: scrivere un racconto di tre minuti.
Incipit d'obbligo: "La mia storia inizia in questo splendido giardino"
Elementi d'obbligo:
Castello
Stazione
Piscina e costume da bagno
Biblioteca
Limonaia, bicchieri e ghiaccio
Torta di mele
Bicicletta
Grammofono e vecchi dischi
Eulalia invita tutti gli amici del Blog a partecipare all'esercizio scrivendo un racconto, che Eulalia sara' lieta di pubblicare e segnalare.